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Mondo Padano 3.0

Informazioni tesi

  Autore: Andrea Busi
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2013-14
  Università: Graphic Design
  Facoltà: Graphic Design
  Corso: Graphic Design
  Relatore: Federico Badinelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 52

Tesi sulla situazione dell'informazione in Italia e sulla libertà di stampa. Perché è importante informarsi per poter votare meglio. Quali sono i problemi dell'informazione in Italia, da cosa nascono e quali sarebbero i metodi per risolverli. Segue una campagna pubblicitaria per un settimanale usata come esempio di marketing editoriale.

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CAPITOLO 1 Informazione e comunicazione Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria [cfr. art.111 c.1] nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili. In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell'autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all'autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s'intende revocato e privo d'ogni effetto. La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica. Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni. (articolo 21 della Costituzione) Si tende molto spesso a scambiare l'informazione con la comunicazione. Quest'ultima è ciò che i politici devono fare per far sapere ai cittadini ciò che hanno fatto e stanno facendo (o quello che promettono di fare e faranno). Fin qui tutto a posto. L'importante è che non ci sia solo comunicazione. Quando un politico racconta quello che sta facendo in fin dei conti è un bene perchè i cittadini hanno il diritto di sapere cosa sta facendo chi li governa o chi li amministra. Ma l'informazione non ha certo il compito di mettere un microfono sotto il naso di un politico e fagli dire ciò che vuole (per quanto bravo e onesto sia). Per fare ciò bastano i loro addetti stampa. Le TV e i giornali non dovrebbero fare da pura cassa di risonanza a politici ed aziende (a parte nel momento in cui fanno pubblicità chiaramente) ma il loro compito è andare a cercare cosa un politica non comunica e perchè (ma soprattutto se è vero cosa comunica). Ciò che essi fanno di buono è compito del politico stesso comunicarlo. Il giornalismo (cioè l'informazione) dovrebbe fare da controprova. Alcuni giornalisti sembra impossibile ma pur essendo iscritti all'ordine da 30 anni non hanno mai fatto un solo minuto di informazione. Hanno infatti a loro insaputa fatto gli addetti stampa. Bisognerebbe impedire a politici, banchieri, costruttori, palazzinari di essere editori per una semplice ragione: questi giornali faranno molta comunicazione a vantaggio dei propri editori ma poca informazione. Gli interessi di chi ha un giornale spesso sono in conflitto con chi legge quel giornale. Ovviamente se il proprietario del giornale ha un'attività di pasticceria ci si può anche passare sopra. Ma se l'editore produce automobili le cose cambiano. Come faccio a fidarmi di ciò che scrive quel giornale sulle automobili se quel giornale ha un editore che possiede una casa automobilistica? Come minimo un giornalista non può attaccare il proprio editore sul suo 3

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