Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Il retaggio della tradizione ebraica nella musica di Alon Yavnai e Shai Maestro

L’elaborato si propone di studiare la produzione di due esponenti del pianismo jazz contemporaneo, gli israeliani Alon Yavnai e Shai Maestro, alla luce di uno sguardo approfondito sulla musica ebraica nelle sue forme e prassi esecutive tipiche, nonché nei rapporti di reciproca influenza con le altre musiche.
La dissertazione si compone di tre parti:
a) nella prima parte (cap. 2) vengono considerati alcuni problemi di ricerca inerenti lo studio delle discipline musicali extraeuropee, dotando il lettore di strumenti utili alla comprensione di categorie concettuali estranee alla tradizione occidentale;
b) nella seconda parte (cap. 3) viene fornito un quadro d’insieme sulle tradizioni musicali ebraiche, ripercorrendone le principali tappe evolutive ed osservandone le forme più caratteristiche; sulla base di tutto questo, si tenterà in seguito di dare una definizione di “retaggio culturale ebraico”, sintetizzandone i tratti distintivi e maggiormente ricorrenti;
c) nella terza parte (cap. 4-5) vengono analizzate tre composizioni originali di Yavnai e tre di Maestro: le analisi intendono occuparsi di ogni aspetto formale, melodico, armonico e ritmico utile alla comprensione della natura di questi brani, ma particolare enfasi viene posta sull’osservazione e sulla discussione di elementi stilistici riconducibili al lascito della tradizione ebraica.
Le prime due parti sono di tipo compilativo: dati e concetti sono ripresi da vari studi di ambito musicologico, etnolinguistico, storico e sociologico. L’ultima parte è invece di tipo sperimentale e le registrazioni discografiche degli interpreti in oggetto sono la fonte principale su cui si basa la trattazione. Dal confronto e da un’analisi critica del materiale raccolto, l’autore individua nessi con quanto esposto in precedenza e li osserva dal punto di vista teorico-musicale, musicologico ed estetico.

Mostra/Nascondi contenuto.
6 1. Introduzione La presente trattazione nasce dall’esigenza di dare un contributo agli studi di musicologia jazzistica prendendo in esame l’opera di due eccellenti musicisti contemporanei e cercando di scoprire come la comune identità nazionale abbia contribuito a plasmare i loro rispettivi stili. Alon Yavnai e Shai Maestro fanno parte di una ricca schiera di jazzisti di origine israeliana emersi in tempi recentissimi sulla scena newyorkese: la portata del fenomeno ha già incuriosito alcuni giornalisti di settore, sebbene, all’attuale stato delle cose, gli studi sull’argomento siano pochi e frammentati. È difficile dire con certezza in cosa consista l’identità nazionale israeliana: la sua natura stessa è oggetto di acceso dibattito, per motivi principalmente riconducibili alla forte disomogeneità etnica dello Stato. In Israele il contesto sociale è profondamente permeato di multiculturalismo: Ebrei di origine europea, mediorientale, latinoamericana e africana vi si sono stabiliti, portando con sé il proprio retaggio e le proprie tradizioni. Tale aspetto si proietta nella mancanza di un’autentica e riconosciuta musica nazionale, al cui posto vige un sistema di marcata pluralità stilistica. Se si allarga il campo di indagine anche alla musica ebraica non israeliana, si incorre nelle stesse problematiche: poiché la totalità delle forme osservabili di espressione musicale ebraica ha origine nell’ambito delle cosiddette ‘culture della diaspora’, sviluppatesi nelle più disparate aree geografiche a stretto contatto con le popolazioni ivi residenti, pure in questo caso il quadro da tracciare è complesso e sfaccettato. In generale, si può dire che non esista qualcosa di identificabile come la musica ebraica, cioè una forma musicale chiaramente e univocamente riconducibile agli Ebrei nella loro specificità e di cui rappresenti espressione esclusiva e caratteristica. Esiste piuttosto una complessa rete di rapporti tra diverse tradizioni (ebraiche e non) che, nel tempo, si sono stratificate e reciprocamente influenzate dando origine a molteplici sistemi regionali. Con il presente elaborato si è cercato di definire quali siano – qualora esistano – i tratti stilistici più peculiari e significativamente ricorrenti all’interno di tutti questi sistemi; vale a dire, di astrarre quegli aspetti di prassi musicale che, in quanto comuni a tutti gli Ebrei del mondo, possono essere indicati come caratteristici della musicalità di questo popolo.

Laurea liv.I

Facoltà: Jazz

Autore: Gabriele Ceccarelli Contatta »

Composta da 143 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 81 click dal 21/12/2016.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.