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Devianza Minorile e Contesto Familiare: un approfondimento sulla situazione in Toscana

La ricerca dei significati dell'azione deviante minorile, che occupa la maggior parte della letteratura scientifica degli ultimi anni in materia, ha scelto spesso il contesto familiare come "scenario" privilegiato per studiare le interazioni tra le variabili implicate nella genesi dei comportamenti illeciti nell'adolescente, sia perché la famiglia costituisce il primo ambiente sociale per l'individuo, sia perché l'istituzione familiare è vista come un luogo di mediazione tra il giovane e la società. È opportuno considerare in che misura questo nucleo possa essere ragionevolmente considerato un contenitore, oltre che un organizzatore, degli elementi che costituiscono il complesso fenomeno in esame. Il presente lavoro affronta due punti fondamentali: le variabili familiari ed i modi in cui il sistema della giustizia minorile, si innesta nell'intreccio di queste variabili.
Il materiale è suddiviso in 4 capitoli:
1- Devianza minorile: aspetti giuridici, storico-teorici e metodologia della ricerca
2- La maturazione del comportamento deviante ed il contesto familiare
3- Devianza minorile e variabili familiari in Toscana
4- La famiglia del minore deviante in Toscana secondo la valutazione degli esperti.
L'indagine mira a raccogliere una valutazione da parte di esperti (giudici togati e non togati del T.M. ed assistenti sociali impiegati nei servizi minorili), di alcune variabili legate alla famiglia e coinvolte nell'eziologia del comportamento delinquente, nei soggetti di età compresa tra i 14 e i 18 anni. Lo strumento, costruito ad hoc per questa indagine, raccoglie dati relativi a 4 aree:
I)AREA SOCIO-ECONOMICA-CULTURALE;
II)AREA DEGLI STILI EDUCATIVI GENITORIALI;
III)AREA DELLA CONDOTTA GENITORIALE;
IV)AREA DEL RAPPORTO CONIUGALE E DELLA TIPOLOGIA FAMILIARE.
Tre delle 4 variabili che inserite nella sottoarea denominata "stili educativi inadeguati dal punto di vista della relazione triadica genitori/figlio" sono state ritenute di massima importanza da più dei 3/4 del campione: "mancanza di sostegno affettivo" (item 6), "mancanza di controllo/supervisione" (item 7) e "maltrattamento/abuso" (item 8). Anche una condotta genitoriale caratterizzata da "abuso alcol o sostanze" (item 4) o da "comportamento criminale" (item 5) risultano determinanti per l'eziogenesi di un comportamento delinquente nei figli.

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- 1 - Introduzione Ad ognuno di noi, anche se non direttamente coinvolto, capita quasi quotidianamente di parlare di devianze minorili, sia per le pesanti implicazioni che tale fenomeno ha a livello sociale, che per il costante “martellamento” dei media su questo tema. Quotidiani, periodici, telegiornali e talk show raccontano storie di minori delinquenti, baby killer e boss metropolitani; le narrazioni sono sempre molto ricche di particolari, di spaccati di società, a volte convulsi e indifferenti, altre volte drammatici e decadenti. Si parla di ragazzi che sembrano “nascere delinquenti” a causa di un destino segnato dalla povertà e dall’abbandono, ma anche di ragazzi “perbene” inspiegabilmente coinvolti in atti di efferata violenza. Vengono chiamati in causa “personaggi”, più o meno esperti, che “sezionano” questi minorenni nel loro essere; la buona informazione, a mio avviso cede spesso il passo ad un’eccessiva spettacolarizzazione di un argomento purtroppo molto serio e delicato. I temi suddetti attraggono e sono di grande impatto emotivo per la popolazione, tanto da essere argomento di temi cinematografici come “Arancia meccanica”, “Mary per sempre”, “Trainspotting”, “American beauty”. Si ritiene opportuno chiarire che è concettualmente errato considerare i termini “trasgressività”, “devianza” e “delinquenza” come sinonimi per definire un unico costrutto.

Tesi di Laurea

Facoltà: Psicologia

Autore: Francesca Batacchioli Contatta »

Composta da 131 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 508 click dal 23/02/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.