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La terza via nella gestione delle crisi d'impresa: gli accordi di ristrutturazione dei debiti

La gestione negoziata della crisi d’impresa tra tutela pubblicista e autonomia negoziale.

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4 INTRODUZIONE Immaginando, per astrazione, di descrivere un mondo dove esistono vari congegni meccanici, ognuno con il proprio meccanismo specifico, ciascuno con le proprie funzioni ed esigenze di funzionamento, dovrà allora, dovrà esistere anche un soggetto che abbia per scopo ed interesse il controllo e la verifica del buon funzionamento di ciascun marchingegno, intervenendo ed aggiustandolo in caso di guasto e mal funzionamento. Costui avrà la funzione d’essere il manutentore di tali meccanismi. Ebbene possiamo considerare tali meccanismi come le imprese che formano l’ambiente economico, ciascuna con le proprie caratteristiche, e differenti vesti giuridiche, competenze tecnico-manageriali, settori d’operatività e così via. Ogni impresa risulta essere a sua volta un soggetto complesso formato da varie parti (divisioni o funzioni a seconda della scelta operativa effettuata), ciascuna con diverse funzioni e obiettivi ma ognuna concorrente al corretto funzionamento dell’impresa stessa. Tali parti possono essere considerate i meccanismi del congegno meccanico “impresa” che pur essendo di varia misura ed assolvendo a differenti funzioni, operano all’unisono concorrendo al corretto, efficiente ed efficace funzionamento del dispositivo “impresa”. Risulta chiaro allora che ogni meccanismo con la propria complessità non è sottoposto solamente a difficoltà interne a cui far fronte (vuoi per attrito tra le parti, o per la rottura di singoli pezzi), ma, essendo inserito in un contesto ben più ampio, è sottoposto costantemente a spinte e forze dirette ed indirette dall’esterno. Qualora però tale congegno, vuoi per incuria dei manutentori, vuoi per il mutamento del contesto ambientale in cui esso è posto e che lo rende non più in grado di rispondere efficacemente alle sfide esterne, si trovi ad affrontare situazioni di stress, il corretto funzionamento potrebbe risultarne incrinato causando lo squilibrio tra le parti del meccanismo stesso. In questo caso se non si riuscirà a porre rimedio con tempestività e validità a questi cambiamenti, si giungerà ad una situazione di difficoltà che, in un crescendo negativo, passerà da momentanea a permanente con la rottura definitiva del marchingegno. Mantenendo la finzione letteraria si ha che di fronte a questi mutamenti si possono indicare due possibili modalità di agire del manutentore: egli infatti può promuovere la distruzione del dispositivo meccanico attraverso lo smembramento ed eventualmente il

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Economia

Autore: Alessandro Scanferla Contatta »

Composta da 133 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 374 click dal 23/12/2016.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.