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L'architettura come processo di filiera in ambito europeo: valorizzazione della risorsa legno in edilizia - Le progettualità nel sistema territoriale piemontese

Ho scelto di intraprendere questo progetto di tesi per concludere il mio ciclo di studi in architettura rivolgendo l'attenzione di tutta la ricerca ad indagare il quadro di innovazione tecnologica che ha interessato le tecniche costruttive in legno. Costruire con il legno è una pratica condotta da sempre, ed è questione nota. Tuttavia il settore ha ritrovato nuova luce in particolare negli ultimi anni dopo un lento abbandono a causa dei processi industriali, della comparsa di nuove tecniche costruttive e soprattutto di nuovi materiali. Le emergenze e gli
allarmismi rispetto a quanto prodotto finora dalla massificazione industriale, dallo sfruttamento eccessivo di fonti di energia non rinnovabili, dalle problematiche emerse a causa delle catastrofi naturali e soprattutto una crescente attenzione alle tematiche legate ad uno sviluppo sostenibile, hanno condotto a riscoprire il legno anche nel settore delle costruzioni. Certo, quanto prodotto dalla globalizzazione e dalle rivoluzioni industriali e scientifiche, sono state assimilate in questo lento processo che ha interessato l’architettura lignea poiché è proprio grazie alle nuove tecnologie sviluppatesi e di altre nuove alternative costruttive, diverse ma innovative rispetto a quelle tradizionali, che si può parlare di nuova vita per il legno.
Questa vuole essere una prima premessa per introdurre tutta l’argomentazione su cui verte la tesi, integrando quando detto, con la questione economica che necessariamente deve legarsi. Costruire con il legno ovviamente implica costi di produzione, di smaltimento e di lavoro, ma implica anche una correlazione con il mercato e il suo valore reale all’interno di un processo di cambiamento che ha interessato tutto il mondo. Se si guarda agli ultimi dati rispetto al settore delle costruzioni in Italia, anticipando quanto verrà trattato in seguito nel dettaglio
con il “Rapporto case ed edifici in legno”, studio condotto dal centro Studi Federlegno Arredo Eventi, per conto di Assolegno e pubblicato nel 2015, emergono numeri importanti ed incoraggianti per l’intero comparto delle costruzioni in legno. A fronte infatti di un trend in costante crescita è aumentato sia in numero di interventi (dal 2010 al 2014 si registra un + 7,7% con 3.025 realizzazioni), sia il volume di affari (nel 2014 il fatturato relativo a questo settore, ammonta a 658 milioni di euro, come evidenzia il Rapporto), apportando così una
reale constatazione del potenziale economico che lega il legno al all’industria delle costruzioni e ai suoi obiettivi economici. Ovviamente un aspetto che nel mondo attuale ricopre una posizione importante, e che pone il nostro Paese a poter emergere in modo concorrenziale a livello europeo in termini di mercato con realtà leader per tradizione nelle costruzioni in legno come Germania, Regno Unito e Svezia per citare le tre nazioni europee che occupano le prime posizioni di una possibile classifica (in particolare queste hanno prodotto
fatturati che superano il milione di euro, e la nazione tedesca è addirittura giunta ad un guadagno che arriva a
toccare quasi il milione e ottocento mila euro), cui segue proprio l’Italia inquadrandosi al quarto posto
addirittura sopra Austria, Finlandia e Francia. Dati assolutamente incoraggianti che si devono necessariamente collegare da una parte alla questione ambientale e di sostenibilità: se è vero che il legno è un materiale naturale, questo non deve però perdere il suo valore di naturalità rientrando in un processo industriale che gli consente di essere reimmesso nel ciclo con il suo utilizzo ed impiego, ma non deve essere il prodotto di un processo che danneggia e rende vano quanto invece riesce per le sue qualità a fare un materiale così. Allora questa è la premessa per inserire il settore delle costruzioni in legno in un processo produttivo di elementi e componenti che non siano il risultato di una filiera di trasformazione lunga, ma l’intero cambiamento deve legarsi ad una filiera corta, il più possibile locale.
Quanto emerso pone le basi per un’altra questione fondamentale: definire il ruolo delle imprese che si occupano di costruzione in legno. Il trend di crescita non necessariamente ha implicato ed implica tutt’ora che il volume di affari sia a beneficio di un’economia locale, ma la grande problematica del nostro Paese risulta dalla sua forte dipendenza dall’estero, a scapito delle realtà locali e certamente per gli aspetti ambientali: non basta avere dati con un segno positivo, bisogna anche dare un reale valore ad esso al di là dei numeri.
Nonostante tutto, comunque, l’inversione di tendenza nel settore delle costruzioni è una questione effettiva, un dato di fatto. Tutti temi e argomentazioni questi, trattati nel corso della tesi in maniera più dettagliata e specifica, facendo emergere pro e contro.

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9 1 Introduzione 1.1 Premessa Ho scelto di intraprendere questo progetto di tesi per concludere il mio ciclo di studi in architettura rivolgendo l'attenzione di tutta la ricerca ad indagare il quadro di innovazione tecnologica che ha interessato le tecniche costruttive in legno. Costruire con il legno è una pratica condotta da sempre, ed è questione nota. Tuttavia il settore ha ritrovato nuova luce in particolare negli ultimi anni dopo un lento abbandono a causa dei processi industriali, della comparsa di nuove tecniche costruttive e soprattutto di nuovi materiali. Le emergenze e gli allarmismi rispetto a quanto prodotto finora dalla massificazione industriale, dallo sfruttamento eccessivo di fonti di energia non rinnovabili, dalle problematiche emerse a causa delle catastrofi naturali e soprattutto una crescente attenzione alle tematiche legate ad uno sviluppo sostenibile, hanno condotto a riscoprire il legno anche nel settore delle costruzioni. Certo, quanto prodotto dalla globalizzazione e dalle rivoluzioni industriali e scientifiche, sono state assimilate in questo lento processo che ha interessato l’architettura lignea poiché è proprio grazie alle nuove tecnologie sviluppatesi e di altre nuove alternative costruttive, diverse ma innovative rispetto a quelle tradizionali, che si può parlare di nuova vita per il legno. Questa vuole essere una prima premessa per introdurre tutta l’argomentazione su cui verte la tesi, integrando quando detto, con la questione economica che necessariamente deve legarsi. Costruire con il legno ovviamente implica costi di produzione, di smaltimento e di lavoro, ma implica anche una correlazione con il mercato e il suo valore reale all’interno di un processo di cambiamento che ha interessato tutto il mondo. Se si guarda agli ultimi dati rispetto al settore delle costruzioni in Italia, anticipando quanto verrà trattato in seguito nel dettaglio con il “Rapporto case ed edifici in legno”, studio condotto dal centro Studi Federlegno Arredo Eventi, per conto di Assolegno e pubblicato nel 2015, emergono numeri importanti ed incoraggianti per l’intero comparto delle costruzioni in legno. A fronte infatti di un trend in costante crescita è aumentato sia in numero di interventi (dal 2010 al 2014 si registra un + 7,7% con 3.025 realizzazioni), sia il volume di affari (nel 2014 il fatturato relativo a questo settore, ammonta a 658 milioni di euro, come evidenzia il Rapporto), apportando così una reale constatazione del potenziale economico che lega il legno al all’industria delle costruzioni e ai suoi obiettivi economici. Ovviamente un aspetto che nel mondo attuale ricopre una posizione importante, e che pone il nostro Paese a poter emergere in modo concorrenziale a livello europeo in termini di mercato con realtà leader per tradizione nelle costruzioni in legno come Germania, Regno Unito e Svezia per citare le tre nazioni europee che occupano le prime posizioni di una possibile classifica (in particolare queste hanno prodotto fatturati che superano il milione di euro, e la nazione tedesca è addirittura giunta ad un guadagno che arriva a toccare quasi il milione e ottocento mila euro), cui segue proprio l’Italia inquadrandosi al quarto posto addirittura sopra Austria, Finlandia e Francia. Dati assolutamente incoraggianti che si devono necessariamente collegare da una parte alla questione ambientale e di sostenibilità: se è vero che il legno è un materiale naturale, questo non deve però perdere il suo valore di naturalità rientrando in un processo industriale che gli consente di essere reimmesso nel ciclo con il suo utilizzo ed impiego, ma non deve essere il prodotto di un processo che danneggia e rende vano quanto invece riesce per le sue qualità a fare un materiale così. Allora questa è la premessa per inserire il settore delle costruzioni in legno in un processo produttivo di elementi e componenti che non siano il risultato di una filiera di trasformazione lunga, ma l’intero cambiamento deve legarsi ad una filiera corta, il più possibile locale. Quanto emerso pone le basi per un’altra questione fondamentale: definire il ruolo delle imprese che si occupano di costruzione in legno. Il trend di crescita non necessariamente ha implicato ed implica tutt’ora che il volume di affari sia a beneficio di un’economia locale, ma la grande problematica del nostro Paese risulta dalla sua forte dipendenza dall’estero, a scapito delle realtà locali e certamente per gli aspetti ambientali: non basta avere dati con un segno positivo, bisogna anche dare un reale valore ad esso al di là dei numeri. Nonostante tutto, comunque, l’inversione di tendenza nel settore delle costruzioni è una questione effettiva, un dato di fatto. Tutti temi e argomentazioni questi, trattati nel corso della tesi in maniera più dettagliata e specifica, facendo emergere pro e contro. Per affrontare in maniera completa la trattazione dell’architettura come processo di filiera in ambito europeo attraverso la valorizzazione e l’innovazione tecnologica della risorsa legno in edilizia, da cui prende il titolo tutta la ricerca, si procede per gradi. In anzi tutto viene fatto un inquadramento dell’area alpina in cui tutto questo risulta particolarmente sviluppato in Germania e Austria per quanto riguarda il settore sia delle costruzioni sia della filiera legno correlata, forti di una morfologia che risponde adeguatamente e alla presenza

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Architettura

Autore: Albana Lala Contatta »

Composta da 312 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.