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L'Isis tra rivoluzione e terrorismo

Isis. Ormai basta solo pronunciare queste quattro lettere per evocare immagini di morte, violenza, orrore e crudeltà perchè a questo ci ha abituati durante la sua ascesa al potere. Questo movimento fondamentalista islamico che fa della fedeltà estrema alle parole di Maometto il suo vessillo, si è imposto violentemente sulla scena internazionale e dal momento della proclamazione del Califfato avvenuta il 29 giugno 2014 ha saputo consolidare efficacemente il proprio controllo sui territori occupati tra Siria e Iraq. Ma l'Isis è una creatura nuova, diversa da ciò che il mondo ha conosciuto fin ora poiché sembra assumere le forme e le modalità d'azione di un movimento rivoluzionario che sa al contempo sfruttare i moderni mezzi di comunicazione plasmandoli secondo fini di propaganda terroristica. Questo movimento differisce però sotto alcuni aspetti dai movimenti terroristici fin ora conosciuti primo tra tutti Al Qaida: infatti l'Isis ha costruito un vero e proprio Stato dotato di una spaventosa forza militare e di numerosi servizi come scuole e tribunali in grado di attrarre un forte consenso dalla popolazione sulla quale si è imposto. E' piuttosto difficile collocare questo movimento in una categoria ben definita proprio perchè per la prima volta è presente una commistione tra gli ideali rivoluzionari e l'uso di una violenza che sembra essere attuata senza alcuno scrupolo, quella violenza dalla forte base religiosa ed estremista tipica del terrorismo di matrice islamica. L'obiettivo di questo elaborato, che analizza più approfonditamente ognuno degli elementi sopra elencati, è mettere in luce gli aspetti che contraddistinguono l'Isis analizzando la sua genesi, le sue caratteristiche e la sua ideologia per fare maggiore chiarezza sulla natura di questo fenomeno.

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2.1 COSA NON E' UNA RIVOLUZIONE La parola “rivoluzione”, deriva dal latino revolutio, “rivolgimento, ritorno”, derivato dal verbo revolvĕre “rovesciare” 40 e comunemente indica un cambiamento improvviso e radicale che trasforma il sistema della società nella quale si presenta. Se apparentemente questa parola sembra delineare un concetto ben definito, in realtà presenta alcune insidie. Innanzitutto, è possibile che un fenomeno etichettato con il termine di “rivoluzione” sia semplicemente il risultato più evidente di una serie di processi indipendenti che hanno provocato un cambiamento del sistema ma che non sono una rivoluzione. 41 A esempio, come fa notare Robert F. Weier 42 : 1. Una riforma politica, per quanto forte essa sia, non è una rivoluzione. I movimenti di riforma, a differenza dei movimenti rivoluzionari, sono legali e autorizzati dall'autorità politica legittima che ne stabilisce mezzi, limiti e misure. Nel momento in cui i limiti della legalità vengono oltrepassati, l'autorità politica utilizza la propria forza coercitiva per porre fine all'atteggiamento illegale. 2. La disobbedienza civile non è una rivoluzione ma è una forma di lotta politica, attuata da un solo individuo o da un gruppo di persone, che comporta la consapevole violazione di una norma di legge, considerata ingiusta. Tale violazione si svolge pubblicamente, in modo da rendere evidenti a tutti e immediatamente valide le sanzioni previste dalla legge stessa. 43 Disobbedienza civile e rivoluzione possono sembrare simili a un primo sguardo e sono spesso confuse perchè entrambe sono illegali, sconvolgono i normali equilibri sociali e sono entrambe intenzionate a provocare cambiamenti nel sistema e nella politica. Però la disobbedienza civile, a differenza della rivoluzione, non rappresenta una minaccia al sistema legale di una società ma è una protesta diretta contro una specifica legge o una politica di governo. Inoltre, esiste un altro elemento che differenzia i due fenomeni ovvero il carattere necessariamente pubblico che assumono le proteste proprie di un movimento di 40 “Wikipedia” Rivoluzione https://it.wikipedia.org/wiki/Rivoluzione 41 Charles Tilly Revolution and collective violence University of Michigan 1973 p. 6 42 Robert F. Weir What Revolution is-and is not “Worldview” Magazine novembre 1978 43 “Wikipedia” Disobbedienza civile https://it.wikipedia.org/wiki/Disobbedienza_civile_%28societ %C3%A0%29 14

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Francesca Musolino Contatta »

Composta da 48 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1315 click dal 08/05/2017.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.