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Food Care Giver

"Food Care Giver" nasce dalla esperienza del tirocinio. Ho avuto modo di assistere persone con diverse culture e soprattutto con stati morbosi cronici e non, che dal punto di vista dietetico erano o potevano essere compromessi. "Il cibo è un insieme di tantissime componenti che agiscono in sinergia tra loro e l'alimentazione è fatta di tanti cibi che possono contribuire a mantenere o destabilizzare l'armonia del nostro corpo. Dalla ricerca di questo equilibrio nasce la necessità di ritrovare delle regole che ci possono aiutare a capire cosa mangiare per ritrovare «il cibo dell'uomo» e proteggerci da molte malattie, tra le quali i tumori. Questa ricerca del «cibo dell'uomo» ha permesso di capire meglio, al di là del puro buon senso, quali sono gli alimenti che più ci possono aiutare a mantenere la salute. " L'infermiere è il care giver educatore ed attento; è un case management, un educatore, un promotore della salute, un promotore della prevenzione della malattia, un promotore della cura e della sicurezza della persona. Il food care giver non dovrebbe limitarsi a fornire all'utente istruzioni dettagliate, accontentandosi di monitorare l'andamento del processo, ma deve sostenerne le motivazioni, fornendogli di volta in volta gli strumenti concettuali necessari e supportandolo anche sul piano emotivo nei prevedibili momenti di crisi. L'infermiere che si vuole identificare è il "food Care Giver". L'elaborato ne reca il titolo "Food Care Giver" e si articola in quattro capitoli: i primi due delineano le figure del care giver e dell'infermiere nei termini che interessano tale svolgimento, con precisi riferimenti storici e culturali, inoltre, si evidenziano alcuni aspetti negativi affinché possano essere ulteriormente oggetto di studio per la figura del "Food Care Giver"; questa è argomentata negli ultimi capitoli che rappresentano l'anima del tema poiché vuole aggiungere all'infermiere un'altra competenza e responsabilità riguardo al piano dietetico dell'utente ed all'educazione nella corretta applicazione dietetica allo scopo di assicurare lo stato di buona saluta o di preservare le migliori condizioni della persona. Tale figura riconosce il care giver che vede la declinazione del termine in "Food Care Giver" che agisce con professionalità, con autonomia, con competenza e responsabilità alla pari di un case manager, dal quale copia e fa propria la tecnica di comunicazione efficace ed efficiente, soprattutto la Programmazione Neuro Linguistica senza mai allontanarsi dalla ricerca per l'acquisizione di teorie nuove per potere confutarle insieme a quelle già proprie e pertanto acquisite. Da studente sono stata osservatrice: difficile sarebbe per me contare quanti visitatori giornalmente entrano ed escano nelle unità operative. Alcuni erano particolarmente obesi e più volte mi chiedevo come avrebbero potuto prestare assistenza al famigliare se era necessario prima di tutto un intervento nei loro confronti. Difficile sarebbe determinare il numero di degenti osservati che a mio avviso avrebbero necessitato di attenzioni, ulteriori a quelle già prestabilite. Ti insegnano che l'infermiere è un case management, grandi sono state le conquiste ottenute, ma mai ho visto un infermiere avvicinarli e fare educazione: d'altronde l'infermiere fa un giuramento, un patto con il cittadino. Tuttavia riconosco che allo stato attuale le risorse economiche per la sanità sono piuttosto irrisorie e ciò nonostante l'infermiere fra gli alti e bassi riesce a dare il proprio valido contributo verso gli utenti, considerando che anche il numero di assunzioni di infermieri per reparto è piuttosto esiguo. Inoltre, ho notato che il numero dei degenti, per fasce di età, sia giovani che anziani, sembrano quasi eguagliarsi, questo perché il tempo di vita si è allungato. Da qui la necessità di volere, forse con presunzione, affermare la figura dell'Infermiere "Food Care Giver": Ippocrate disse "fa che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo". Nell'impresa ardua di volere "coniare" il "Food Care Giver" non vi è affatto l'intenzione di sostituirlo alla figura di un dietista, o di un nutrizionista, o di un medico, delle quali sono ben consapevole dei loro ruoli e competenze e dei limiti fra le loro figure e quella dell'infermiere. Semmai si vuole incitare a delle politiche che favoriscono un'azione sinergica fra le figure professionali, partendo da una conoscenza teorica di base che sia uguale per tutte. Inoltre, concentrarsi sulla figura dell'infermiere, protagonista, insieme agli utenti delle corsie ospedaliere, e coinvolto in prima persona alle problematiche ed emozioni dell'utente, verso il quale presta le proprie cure assistenziali.

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2 1 1 Michelangelo Merisi, noto come il Caravaggio, 1571-1610, Bacchino Malato (1593- 1594), Galleria Borghese di Roma

Laurea liv.I

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Lorena Giuseppina Ricciardello Contatta »

Composta da 91 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.