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Approcci terapeutici innovativi per la cura della malattia di Alzheimer

Informazioni tesi

  Autore: Annise Butta
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Milano - Bicocca
  Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  Corso: Scienze biologiche
  Relatore: Paolo Tortora
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 53

La patologia di Alzheimer è una patologia neurodegenerativa che colpisce più di 35 milioni di persone a livello mondiale ed è destinata a triplicare entro i prossimi decenni. Questo dato sottolinea che il trattamento di questa patologia necessita la scoperta di farmaci innovativi ed efficaci, capaci di curare precocemente e bloccare l'evoluzione di questa malattia, spesso multifattoriale, fortemente invalidante e dall'impatto sociale sicuramente non trascurabile.

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2 1.INTRODUZIONE La malattia di Alzheimer (AD) è una patologia neurodegenerativa che colpisce più di 35 milioni di persone, a livello della popolazione mondiale. È una patologia che solitamente si manifesta in soggetti con età superiore ai 60 anni e le stime attuali indicano che il numero di casi è destinato a triplicare entro il 2040 (Ferri et al., 2005). L’impatto sociale ed economico per la cura di questa malattia sembra essere maggiore dell’infarto, delle patologie muscoloscheletriche, delle malattie cardiovascolari ed del cancro (World Health Organization, 2003). AD si manifesta con una graduale e progressiva perdita della memoria, associata a disturbi di comunicazione e dei movimenti, che inducono un cambiamento dello stile di vita del soggetto che ne è affetto. Dal punto di vista neuropatologico, il cervello di un soggetto con AD presenta pacche senili extracellulari, aggregati neurofibrillari intracellulari ed una marcata atrofia (Selkoe, 2002). La neuropatologia precede la manifestazione dei sintomi di circa 10 anni. La progressiva atrofia corticale, visibile macroscopicamente, è ben correlata con la patologia di Alzheimer, ed è normalmente più marcata a livello del lobo parietale, frontale e temporale, risparmiando relativamente il lobo occipitale, le regioni sensoriali e la regione motoria primaria (Arnold et al., 1991). La malattia di Alzheimer è sicuramente una patologia invalidante se si considerano i diversi aspetti patologici riscontrabili quali: l’inversione del gradiente temporale tale da indurre in un soggetto malato una ridotta memoria legata a situazioni recenti ed una spiccata memoria degli eventi legati al passato, l’acquisizione di un linguaggio parafrasato, sempre meno articolato, la difficoltà dei movimenti, l’intensificarsi di uno stato confusionale, l’apatia e l’isolamento sociale che ne consegue, fino a giungere al decesso del paziente (Salloway et al., 2009). 1.1 I FATTORI DI RISCHIO DELLA MALATTIA DI ALZHEIMER La patologia di Alzheimer può essere su base familiare, per forme che vengono ereditate nel 5% dei casi, oppure si può manifestare in forme sporadiche indipendenti dall’ereditarietà. Le forme familiari sono causate da mutazioni di un singolo gene che viene ereditato in forma autosomica-dominante. Le forme sporadiche invece della patologia sono causate da un’eziologia multifattoriale, nei quali polimorfismi genetici sono fattori predisponenti alla malattia (Serretti et al., 2007).

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Parole chiave

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