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Il mercato del lavoro italiano tra modernizzazione e crisi. Il caso della Sardegna

Il mercato del lavoro italiano ha subito negli ultimi decenni profonde trasformazioni, alcune dovute all'evoluzione del sistema economico e finanziario, altre prodotte da interventi di politica del lavoro volti a modernizzarne il funzionamento, altre invece sollecitate dalle strategie europee per l'occupazione. Tutte le recenti riforme, a partire dalle fine degli anni „80, hanno puntato sul paradigma della flessibilità. Dal momento che secondo uno studio OCSE del 1996 l'Italia aveva un elevato indice EPL, che misura il regime di protezione sul lavoro, si è puntato alla sua riduzione, perché secondo le teorie economiche dominanti un mercato del lavoro poco flessibile, quindi con una bassa possibilità o un elevato costo di licenziamento, produce disoccupazione e provoca crisi economiche, in quanto non rende libere le imprese di avviare nuovi investimenti.

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4 Introduzione Il mercato del lavoro italiano ha subito negli ultimi decenni profonde trasformazioni, alcune dovute all‟evoluzione del sistema economico e finanziario, altre prodotte da interventi di politica del lavoro volti a modernizzarne il funzionamento, altre invece sollecitate dalle strategie europee per l‟occupazione. Tutte le recenti riforme, a partire dalle fine degli anni „80, hanno puntato sul paradigma della flessibilità. Dal momento che secondo uno studio OCSE del 1996 l‟Italia aveva un elevato indice EPL 1 , che misura il regime di protezione sul lavoro, si è puntato alla sua riduzione, perché secondo le teorie economiche dominanti un mercato del lavoro poco flessibile, quindi con una bassa possibilità o un elevato costo di licenziamento, produce disoccupazione e provoca crisi economiche, in quanto non rende libere le imprese di avviare nuovi investimenti. 2 Come analizzeremo nel primo capitolo, la prima normativa applicata in Italia che ha aumentato il grado di flessibilità, è stata quella riguardante l‟introduzione del contratto di formazione e lavoro; si trattava di una misura rivolta ai giovani, in via sperimentale, che dava da una parte la possibilità al datore di lavoro di disporre di forza lavoro con un costo minore, e quindi risparmiare anche sulla formazione dei lavoratori, dal momento che si trattava di un contratto con regime contributivo agevolato; e d‟altra parte agevolava i giovani in cerca di prima occupazione, che al contempo concludevano il percorso formativo, di introdursi nel mondo del lavoro. Successivamente, nel 1997, vedremo l‟introduzione del “Pacchetto Treu”, un insieme di misure per la riforma del mercato del lavoro, il cui nome deriva dal ministro proponente, ed introdurrà per la prima volta il “Lavoro in affitto o somministrato”. Si tratta di un tipo di contratto fortemente flessibile, che come vedremo vede la presenza di tre soggetti nel rapporto di lavoro, nonché un alto grado di flessibilità nella gestione della forza lavoro. Infine, nel 2003, troviamo l‟improprio nome della “Riforma Biagi”, che introdurrà una profonda diversificazione delle forme di lavoro atipiche, apportando un aumento del grado di flessibilità al nostro mercato del lavoro, allineandolo agli altri sistemi europei. Vedremo quindi come queste riforme abbiamo, nel dettaglio, modificato il nostro sistema contrattuale all‟interno del mercato del lavoro, e studieremo quali conseguenze sociali ed economiche abbiano comportato. Nel secondo paragrafo, verrà fatta un‟analisi sulla prima grande trasformazione: l‟accresciuta partecipazione delle donne al mercato del lavoro. Evidenzieremo infatti i tassi di occupazione, con particolare attenzione ai modelli d‟istruzione che mostrano la presenza di disuguaglianze di genere. Svolgeremo anche una comparazione, non solo tra i principali paesi europei, ma anche tra il Nord e il 1 Indice OCSE EPL(Employment Protection Legislation): si tratta dell‟insieme di regole e procedure che disciplinano la possibilità di assumere e licenziare lavoratori nel settore privato. 2 Gallino L., (2007), Il lavoro non è una merce. Contro la flessibilità, Bari, Laterza

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Fabio Serra Contatta »

Composta da 117 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.