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La divulgazione artistica in tv tra accademismo e spettacolarità. Indagine ed analisi di Io e... un programma di Anna Zanoli e Luciano Emmer

Informazioni tesi

  Autore: Benedetta Fiorani
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2015-16
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Conservazione dei Beni Culturali
  Corso: Lettere
  Relatore: Alberto Cottino
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 90

Il mio progetto di tesi, dal titolo La divulgazione artistica in tv tra accademismo e spettacolarità. Indagine ed analisi di Io e… un programma di Anna Zanoli e Luciano Emmer, è orientato ad una breve definizione di quello che è stato lo sviluppo del mezzo televisivo a partire dalla sua origine, negli anni Cinquanta, concentrandomi in particolar modo sulle peculiarità che hanno caratterizzato il suo complesso ed articolato rapporto con le molteplici manifestazioni artistico-culturali antiche e moderne.
Nello specifico, il primo capitolo è dedicato ad una presentazione generale del piccolo schermo ed alle dinamiche sociali, politiche ed economiche che hanno permesso, nel corso del tempo, la sua repentina affermazione come strumento privilegiato per la comunicazione di massa, rispetto ai suoi antenati quali la radio ed il cinema.
Il secondo capitolo, d’altro canto, descrive in modo quanto più dettagliato le origini e le evoluzioni della contraddittoria e reciproca relazione intercorsa, a partire dagli anni Cinquanta, tra arte e schermo televisivo. A partire da un rapido excursus in merito alle molteplici modalità di approccio che gli uomini di cultura del tempo riservarono al tubo catodico, seguito dalle numerose ricerche ed indagini critico-teoriche volte alla scoperta di un linguaggio espressivo e comunicativo innovativo e caratterizzante il piccolo schermo, ho intrapreso una breve analisi circa uno dei principali generi televisivi, dalle più antiche origini e dalle inedite possibilità divulgative: il documentario d’arte. Al riguardo, inoltre, mi è parso d’obbligo citare due titani in campo artistico, quali furono Carlo Ludovico Ragghianti e Roberto Longhi, che per primi hanno osato in questo senso, dando vita ad una serie di eccellenti connubi tra arte e mondo mediatico che sicuramente hanno conferito un’impronta risolutiva alla storia della divulgazione artistica e culturale in televisione.
Il terzo ed ultimo capitolo, infine, è interamente dedicato alla presentazione ed al lieto ricordo di una delle più celebri trasmissioni televisive di ambito artistico, dal titolo Io e… La serie, andata in onda dal 1972 al 1974 sul secondo canale Rai si componeva di ben trentacinque episodi diretti e prodotti da Anna Zanoli e Luciano Emmer (alla regia delle prime quattordici puntate). Una rubrica appositamente ideata e finalizzata all’educazione visiva ed all’insegnamento dell’arte al pubblico medio italiano, nel tentativo di accendere quell’interesse da tempo assopito nei riguardi delle antiche e contemporanee manifestazioni artistiche ed una più sentita consapevolezza per la conservazione e la tutela del patrimonio culturale italiano.

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1 Introduzione Il progetto di tesi che andrò ad approfondire e formulare nelle pagine che seguono, è orientato ad una breve definizione di quello che è stato lo sviluppo del mezzo televisivo a partire dalla sua origine, negli anni Cinquanta, concentrandomi in particolar modo sulle peculiarità che hanno caratterizzato il suo complesso ed articolato rapporto con le molteplici manifestazioni artistico-culturali antiche e moderne. Nello specifico, il primo capitolo è dedicato ad una presentazione generale del piccolo schermo ed alle dinamiche sociali, politiche ed economiche che hanno permesso, nel corso del tempo, la sua repentina affermazione come strumento privilegiato per la comunicazione di massa, rispetto ai suoi antenati quali la radio ed il cinema. Il secondo capitolo, d’altro canto, descrive in modo quanto più dettagliato le origini e le evoluzioni della contraddittoria e reciproca relazione intercorsa, a partire dagli anni Cinquanta, tra arte e schermo televisivo. A partire da un rapido excursus in merito alle molteplici modalità di approccio che gli uomini di cultura del tempo riservarono al tubo catodico, seguito dalle numerose ricerche ed indagini critico-teoriche volte alla scoperta di un linguaggio espressivo e comunicativo innovativo e caratterizzante il piccolo schermo, ho intrapreso una breve analisi circa uno dei principali generi televisivi, dalle più antiche origini e dalle inedite possibilità divulgative: il documentario d’arte. Al riguardo, inoltre, mi è parso d’obbligo citare due titani in campo artistico, quali furono Carlo Ludovico Ragghianti e Roberto Longhi, che per primi hanno osato in questo senso, dando vita ad una serie di eccellenti connubi tra arte e mondo mediatico che sicuramente hanno conferito un’impronta risolutiva alla storia della divulgazione artistica e culturale in televisione. Il terzo ed ultimo capitolo, infine, è interamente dedicato alla presentazione ed al lieto ricordo di una delle più celebri trasmissioni televisive di ambito artistico, dal titolo Io e… La serie, andata in onda dal 1972 al 1974 sul secondo canale Rai si componeva di ben trentacinque episodi diretti e prodotti da Anna Zanoli e Luciano Emmer (alla regia delle prime quattordici puntate). Una rubrica appositamente ideata e finalizzata all’educazione visiva ed all’insegnamento dell’arte al pubblico medio italiano, nel tentativo di accendere quell’interesse da tempo assopito nei riguardi delle antiche e contemporanee manifestazioni artistiche ed una più sentita consapevolezza per la conservazione e la tutela del patrimonio culturale italiano.

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cinema
arte
televisione
divulgazione
aldo grasso
documentari
roberto longhi
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