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La plastica e la contaminazione degli alimenti

Informazioni tesi

  Autore: Jacopo Veronese
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2015-16
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Scienze e Tecnologie Alimentari
  Corso: Scienze e tecnologie agrarie, agroalimentari e forestali
  Relatore: Fernando Formaggio
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 50

La plastica è il materiale più comunemente utilizzato per l’imballaggio degli alimenti. L’ampia diversità di materiali plastici ha permesso alle aziende di trasformazione degli alimenti di individuare quali plastiche possano adattarsi meglio ai propri prodotti; inoltre, il basso costo di acquisto e la facilità di produzione hanno favorito l’uso massiccio delle materie plastiche anche nel settore alimentare.
Il tutto ha portato alla scoperta di nuovi materiali plastici, di additivi o di accoppiamenti di diversi materiali plastici, che danno origine ai cosiddetti “poliaccoppiati”.
Negli anni sono state fatte numerose ricerche sui materiali plastici. Alcune di queste hanno dimostrato che i materiali di imballaggio possono rappresentare una fonte di contaminazione, ovvero, alcune sostanze contenute nei materiali plastici possono migrare e contaminare gli alimenti. In questa tesi verranno descritte le principali plastiche utilizzate ed esposti i principali contaminanti e come la legislazione sia intervenuta per determinare quali sostanze, materiali e additivi possano essere utilizzati per gli imballaggi destinati al contatto con gli alimenti, al fine di garantire la salute dei consumatori.

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5 CAPITOLO PRIMO CHE COS’È LA PLASTICA? 1.1 INTRODUZIONE L’avanzamento tecnologico della società ha portato alla scoperta e all’utilizzo di nuovi materiali. Nella ricerca di materiali innovativi si è fatto sempre più ricorso alla chimica organica, che ha permesso la preparazione di materiali sintetici noti come polimeri. La versatilità fornita da questi polimeri permette la fabbricazione di materiali con proprietà molto ampie, irraggiungibili da materie come il legno, i metalli e le ceramiche. Piccoli cambiamenti nella struttura chimica di un polimero possono cambiare radicalmente le sue proprietà meccaniche, che possono variare da una busta per la spesa a quelle di un giubbotto antiproiettile. Inoltre i cambiamenti strutturali possono introdurre nuove proprietà a tali polimeri organici e li rendono in grado di svolgere funzioni molto diverse tra loro. Fin dagli anni ’30 sono state effettuate ricerche in questo settore, che ha portato ad una crescita quasi esponenziale della tecnologia della plastica. Le materie prime per la sintesi dei polimeri derivano principalmente dal petrolio. Lo sviluppo nei processi di raffinazione del petrolio ha abbassato i prezzi di queste materie prime, rendendo la plastica economicamente conveniente rispetto agli altri materiali, senza contare la facilità di lavorazione. La somma di questi fattori ha portato all’immensità di articoli che sono dovunque attorno a noi nella vita di tutti i giorni. 1.2 LA PLASTICA Con il termine plastica ci riferiamo ad un’ampia categoria di materiali sintetici accomunati dal fatto di essere dei polimeri. I polimeri (Greco: poly + meros, molte parti) sono molecole a lunga catena sintetizzate legando i monomeri (Greco: mono + meros, singola parte) tramite reazioni chimiche. Nella chimica dei polimeri, il termine plastica si riferisce ad ogni polimero che può essere modellato quando viene riscaldato e che mantiene la sua forma dopo raffreddamento. Le proprietà più importanti dei polimeri a livello molecolare sono la grandezza e la forma delle loro catene. Per esempio, l’unità ripetitiva del polietilene è il gruppo -CH 2 - e il numero delle unità varia da 1000 ad oltre 3000 atomi di carbonio per catena. Il gruppo -CH 2 -, però, è anche l’unità ripetitiva della paraffina, un polimero naturale, ma in questo caso il numero delle unità ripetute varia da 20 a 50 atomi di carbonio per catena. La paraffina è una cera, tenera e friabile, mentre il polietilene è flessibile e resistente ed è utilizzato ad esempio per bottiglie di “plastica” e per pellicole di protezione di alimenti freschi. Queste proprietà tanto diverse derivano

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