Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Cannibalismo e sacrifici umani: quando l'uomo diventa "buono da mangiare"

Il cannibalismo e i sacrifici umani sono le pratiche che maggiormente hanno destato l’interesse e la curiosità dell’Occidente “civilizzato” che le ha associate a forme estreme di barbarie umana, a uomini simili ad animali che sconoscono le regole della convivenza sociale.
Li consideriamo atti ripugnanti, meschini, privi di qualunque logicità: mai penseremmo di mangiare un nostro consimile; anche sforzandoci non riusciremmo a trovare un solo motivo razionale che possa rendere conto dei fenomeni in questione e della loro ampia diffusione nel tempo e nello spazio.Il consumo di carne umana è, tra i tabù, quello che spaventa maggiormente l’uomo: bisogna amare i nostri simili, accudirli e proteggerli se necessario. Il cannibale infrange questo tabù e ciò lo pone ai nostri occhi in una condizione liminare, tra l’umanità e la bestialità.

Mostra/Nascondi contenuto.
67    CAPITOLO 4 Sacrifici 4.1 Introduzione Strettamente connesso all’atto cannibalico è il sacrificio, in particolare quello umano. Generalmente con tale termine si indicano riti diversi per le modalità di svolgimento, variabili in relazione alla diversità dei contesti umani, delle mitologie e delle teologie, ma con un fine comune: l’offerta di qualche cosa, oggetto o essere vivente, a un essere extraumano. 78 Sacrificio deriva dal latino sacrificium “rendere sacro”e indica quel particolare gesto rituale grazie al quale beni di natura diversa vengono strappati dalla quotidianità, da una condizione profana e consegnati alla sfera del sacro. 79 «In senso stretto, il sacrificio rientra nella categoria del rito» definibile come «una sequenza di gesti e di azioni regolati nel loro ordine e successione, ripetuti periodicamente […] che riveste un carattere sacro o                                                               78 In un discorso di carattere generale indichiamo con l’espressione essere extraumano qualunque entità a cui vengano attribuiti poteri extranaturali. 79 Durkeim, nelle Forme elementari della vita religiosa (1912) concepisce la dicotomia sacro/profano come una categoria che struttura il modo in cui i singoli e i gruppi concepiscono la realtà. Il sacro costituisce il tratto qualificante del fenomeno religioso, ciò che viene tenuto separato, mediante una serie di attributi rituali simbolici, dal profano o quotidiano.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Antonella Modica Contatta »

Composta da 141 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 469 click dal 24/03/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.