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Paura e potere nel Leviatano di Thomas Hobbes

Il presente lavoro intende studiare il sentimento o la passione della paura in Thomas Hobbes, soprattutto per il ruolo chiave che svolge all’interno del capolavoro del filosofo inglese: il Leviatano.
Il primo capitolo dell’elaborato chiarisce cosa siano le passioni per l’autore: come emerge chiaramente dai suoi scritti, esse si trovano a fondamento della natura umana.
Con il secondo capitolo ci si addentra nel cuore del lavoro: si cerca di elaborare una sorta di “fenomenologia della paura”, esaminando questa passione così come viene trattata nelle opere principali di Hobbes.
Infine, nel terzo capitolo, il più ampio, vengono analizzate le varie forme che la paura assume nel Leviatano; essa è il ‘filo conduttore’ del discorso e ciò è confermato da un dato molto interessante: le occorrenze del termine fear all’interno di quest’opera sono circa cinquanta!

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2 INTRODUZIONE Il presente lavoro intende studiare il sentimento o la passione della paura in Thomas Hobbes, soprattutto per il ruolo chiave che svolge all’interno del capolavoro del filosofo inglese: il Leviatano. Il primo capitolo dell’elaborato chiarisce cosa siano le passioni per l’autore: come emerge chiaramente dai suoi scritti, esse si trovano a fondamento della natura umana. Nella storia della filosofia, l’attività riflessiva, esercitata in modo volontario e consapevole, è stata spesso contrapposta alla vita degli affetti la quale, viceversa, è stata considerata una manifestazione incontrollata ed inconsapevole. Remo Bodei scrive che le passioni sono state considerate come «segno manifesto di un potere estraneo alla parte migliore dell’uomo». 1 Ecco perché esse sono state respinte e condannate radicalmente, fino a condurre molti filosofi all’elaborazione di certe strategie che avevano lo scopo di moderarle o, addirittura, di estirparle. Hobbes, come si vedrà meglio successivamente, si discosta da questa tradizione attribuendo importanza e centralità alle passioni. Con il secondo capitolo ci si addentra nel cuore del lavoro: si cerca di elaborare una sorta di “fenomenologia della paura”, esaminando questa passione così come viene trattata nelle opere principali di Hobbes. Infine, nel terzo capitolo, il più ampio, vengono analizzate le varie forme che la paura assume nel Leviatano; essa è il ‘filo conduttore’ del discorso e ciò è confermato da un dato molto interessante: le occorrenze del termine fear all’interno di quest’opera sono circa cinquanta! Nella storia della filosofia, in genere, e nella storia della filosofia politica, in particolare, nessun filosofo, più di Hobbes, ha avvertito con tanta sensibilità la presenza immanente della paura in tutta la vita umana e ha espresso, con tanto rilievo, l’importanza della paura quale momento fondamentale, costitutivo dell’esistenza individuale e sociale. 1 R. BODEI, Geometria della passioni. Paura, speranza, felicità: filosofia e uso politico, Milano, Feltrinelli, 2003, p. 7.

Laurea liv.I

Facoltà: Filosofia

Autore: Federica Girelli Contatta »

Composta da 37 pagine.

 

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