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Il diritto di accesso tra trasparenza e privacy

Informazioni tesi

  Autore: Lucia De Rocco
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2015-16
  Università: Università degli Studi di Brescia
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Scienze giuridiche
  Relatore: Roberto Leonardi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 120

Il diritto di accesso è espressione della partecipazione degli individui all’attività amministrativa e diventa quindi realizzazione di “democrazia”, intesa come “governo del popolo”.
La parola "democrazia" (in greco: δημοκρατία) combina gli elementi 'Demos' '(δῆμος,"popolo ") e 'Kratos' (κράτος,"potere ") ed è attestata in Erodoto, la cui opera è datata tra il 440 ed il 430 a.C.
Siamo di fronte ad un sistema di governo in cui la sovranità è esercitata, direttamente o indirettamente, dal popolo.
Tale connotazione permane tutt’ora, se diamo uno sguardo alle democrazie moderne. Mentre lo Stato autocratico ha per regola il segreto, che garantisce l’incontrollabilità del potere, in quello democratico la regola è la trasparenza e il segreto l’eccezione.
Tramite la partecipazione all’attività amministrativa, ogni soggetto ha modo quindi di esprimere le proprie idee e di esercitare un controllo sulle scelte dell’amministrazione, verificandone la trasparenza e l’imparzialità.
La nostra ricerca parte dalle fonti, i trattati dell’Unione Europea, la Costituzione e le fonti primarie. Inoltre tramite un’analisi delle principali sentenze sull’argomento, si individuano la natura giuridica, la modalità e il tempo di esercizio di tale diritto. Il metodo di indagine scelto è dunque quello giuridico.
Il diritto di accesso è disciplinato dal capo V° della legge n.241/90 sul procedimento amministrativo ed è un istituto che nel corso degli anni ha subito numerose modifiche legislative.
La normativa più recente ne ha ampliato la portata, disciplinando forme particolari di accesso, aventi natura settoriale (diritto di accesso dei consiglieri comunali e provinciali, diritto di accesso ambientale, secondo il codice dei beni culturali, in materia di appalti pubblici, delle persone disabili).
La nostra analisi evidenzia come, nel corso di questa evoluzione normativa, la bussola del legislatore sia stata e rimanga tutt’ora quella di un difficile bilanciamento tra l’esigenza di trasparenza nell’attività e nella documentazione detenuta dalla pubblica amministrazione, che si estrinseca nella richiesta di accesso agli atti, ed il diritto alla privacy, ossia alla protezione dei dati personali, in particolare quelli sensibili, disciplinato dal cd. Codice della privacy (D. Lgs.n.196/2003).
Consideriamo inoltre che nel corso degli ultimi anni il legislatore ha emanato nuove norme in materia di trasparenza, cercando di avvicinare il nostro paese ai livelli di trasparenza di molti paesi europei e di varie democrazie liberali (prima il D. Lgs. n.33/2013 e da ultimo il D. Lgs. n.97/2016, il cd. FOIA italiano).
In questo quadro normativo in costante cambiamento, non poche sono le difficoltà operative dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni nell’interpretare e far dialogare le due esigenze di cui sopra. La nostra attenzione si focalizza proprio su queste problematiche pratiche per le quali forniscono un costante supporto sia gli interventi del Garante della privacy sia le Linee Guida dell’Anac (Autorità nazionale Anticorruzione).

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19 CAPITOLO II – IL DIRITTO DI ACCESSO NELLA L.N.241/90 2.1 DEFINIZIONE Nel nostro ordinamento giuridico il diritto di accesso è stato introdotto dal legislatore per concretizzare alcune garanzie in favore dei cittadini. Esso rappresenta una specificazione del piø ampio diritto all’informazione, che trova fondamento costituzionale nelle norme che garantiscono il pieno sviluppo della persona umana, l’uguaglianza, la partecipazione all’organizzazione del Paese. Esso attua inoltre i principi di pubblicità e trasparenza dell’attività amministrativa sanciti dall’art. 1 della l. n. 241/90 e costituisce principio generale dell’attività amministrativa al fine di favorire la partecipazione (art. 22, co.2, l. n. 241/90). ¨ stato introdotto dalla l.8 giugno 1990, n. 142 e disciplinato dal capo V° della legge sul procedimento amministrativo (l.n.241/90) e nel corso degli anni questo istituto ha subito numerose modifiche legislative. La legge n. 241/90 è stata definita una vera e propria “rivoluzione copernicana” 34 , per avere attuato il ribaltamento della regola della segretezza a vantaggio della pubblicità dell’azione amministrativa. Essa attribuisce al diritto di accesso “ il rilievo di fattore di equilibrio del rapporto del singolo con l’apparato amministrativo pubblico e di strumento indispensabile per assicurare la qualità stessa dell’azione amministrativa sotto il profilo dell’imparzialità”. 35 L’art. 22 della l. n.241 del 90 definisce il diritto di accesso come: “ […] il diritto degli interessati di prendere visione e di estrarre copia di documenti amministrativi”. 34 Caianello, Il cittadino dello Stato, relazione al XXXVI Convegno di Varenna, 19 – 20 settembre 1990 35 Cons.Stato sez.IV, 12 maggio 1993 n.530

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