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Il sistema aziendale e il processo di Enterprise Risk Management: aspetti teorici e pratici

Informazioni tesi

  Autore: Manuel Crisante
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2015-16
  Università: Università degli Studi dell'Aquila
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia aziendale
  Relatore: Fabrizio Berti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 68

In un ecosistema indeterminato e caotico, reso sempre più complesso dallo sviluppo globale, la necessità di sopravvivere per un’azienda è fortemente legata alla sua capacità di migliorare continuamente. L’attuale panorama economico viene costantemente animato da prodotti e servizi perfettamente sostituibili, da rivoluzionari sistemi di comunicazione e di informazione, e da costanti interazioni che spingono le imprese a confrontarsi direttamente con la migliore concorrenza presente in un settore/mercato. In scenari altamente competitivi, previsioni e proiezioni ambiziose compiute dai manager sul futuro di un’impresa, sono del tutto inadeguate. In questa prospettiva, è il “principio di razionalità limitata” elaborato da Herbert Simon nel 1981, che permette di introdurre il concetto di rischio nella nostra vita, e di analizzare inoltre, le numerose lacune nelle conoscenze dell’uomo su avvenimenti futuri.
Il rischio, come l’incertezza e l’imprevedibilità, è al centro della esperienza umana, tanto da poter condizionare le scelte e le azioni di ciascun individuo; è impossibile infatti trovare una generica attività, naturale o umana, che non sia caratterizzata da queste variabili. Il presente lavoro avente come obiettivo ultimo la gestione dell’aleatorietà aziendale, prenderà in considerazione la variabile “rischio” e le sue diverse sfaccettature, al fine di poter indagare su alcune delle principali tecniche di controllo attuate dal management.
Numerose aziende, a partire dagli anni 70, iniziarono a comprendere l’importanza nell’individuazione di sistemi idonei, nella gestione dei rischi aziendali. Attraverso tale processo, ebbe grande sviluppo il sistema di Risk Management, una sequenza multi-direzionale basata su molteplici fasi, tra cui quella di Risk Assessment, che si fonda sull’analisi e valutazione dei rischi mediante tecniche descrittive o di stima, e la fase di integrazione del rischio (Enterprise Risk Managament), il cui scopo sarà quello di presentare un prospetto completo del grado di rischio presente in azienda.
La realizzazione di un sistema di gestione del rischio è una realtà tuttavia ancora ben distante dalle piccole/medie imprese, in quanto i processi decisionali del soggetto economico si focalizzano su specifiche variabili economiche di breve termine, che escludono completamente eventi aleatori e incerti. La consapevolezza di acquisire un vantaggio competitivo, rispetto ai principali concorrenti che operano in un medesimo settore, ha indotto numerose aziende di medio-grandi dimensioni ad investire in sistemi di gestione del rischio maggiormente complessi.
Uno di essi è l’Enterprise Risk Management (ERM), cioè un processo di gestione integrato che attraverso un approccio olistico, amministra il rischio unendo strategie, obiettivi e figure organizzative responsabili. Introdurre un sistema di Risk Managament, permetterebbe dunque alle aziende di ottenere maggiori vantaggi, in termini di competitività ed economicità, e di colmare eventuali carenze strategiche presenti nell’assetto organizzativo. Le visioni del management devono attenersi alla crescente complessità ambientale che travolge costantemente le imprese, al fine di valutarne il rischio e mitigarne l’impatto, sfruttando eventuali benefici. La centralità di tali sistemi nelle aziende risiede nella soddisfazione delle attese economiche degli stakeholder aziendali, e nella conseguente creazione di valore all’interno di un ambiente instabile, mutevole e incostante.

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Introduzione INTRODUZIONE In un ecosistema indeterminato e caotico, reso sempre più complesso dallo sviluppo globale, la necessità di sopravvivere per un’azienda è fortemente legata alla sua capacità di migliorare continuamente. L’attuale panorama economico viene costantemente animato da prodotti e servizi perfettamente sostituibili, da rivoluzionari sistemi di comunicazione e di informazione, e da costanti interazioni che spingono le imprese a confrontarsi direttamente con la migliore concorrenza presente in un settore/ mercato. In scenari altamente competitivi, previsioni e proiezioni ambiziose compiute dai manager sul futuro di un’impresa, sono del tutto inadeguate. In questa prospettiva, è il “principio di razionalità limitata” elaborato da Herbert Simon nel 1981, che 1 permette di introdurre il concetto di rischio nella nostra vita, e di analizzare inoltre, le numerose lacune nelle conoscenze dell’uomo su avvenimenti futuri. Il rischio, come l’incertezza e l’imprevedibilità, è al centro della esperienza umana, tanto da poter condizionare le scelte e le azioni di ciascun individuo; è impossibile infatti trovare una generica attività, naturale o umana, che non sia caratterizzata da queste variabili. Il presente lavoro avente come obiettivo ultimo la gestione dell’aleatorietà aziendale, prenderà in considerazione la variabile “rischio” e le sue diverse sfaccettature, al fine di poter indagare su alcune delle principali tecniche di controllo attuate dal management. Numerose aziende, a partire dagli anni 70, iniziarono a comprendere l’importanza nell’individuazione di sistemi idonei, nella gestione dei rischi aziendali. Attraverso tale processo, ebbe grande sviluppo il sistema di Risk Management, una sequenza multi-direzionale basata su molteplici fasi, tra cui quella di Risk Assessment, che si fonda sull’analisi e valutazione dei rischi mediante tecniche descrittive o di stima, e la fase di integrazione del rischio (Enterprise Risk Managament), il cui scopo sarà quello di presentare un prospetto completo del grado di rischio presente in azienda. H.SIMON,Administrative behavior,MacMillan,New York,1957. 1 1

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