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La somatoparafrenia nei disturbi della consapevolezza corporea

Il presente lavoro di Neuropsicologia tratta densamente ma in modo conciso il disturbo di consapevolezza corporea, o anche delirio, noto come somatoparafrenia. Si descrivono le diverse situazioni e patologie neurologiche nelle quali è possibile ritrovare la SP, concentrandosi maggiormente nella descrizione della patologia in pazienti con Eminegligenza (Neglect). Nel primo capitolo si descrivono le caratteristiche e le diverse osservazioni cliniche. In seguito si approfondiscono le basi neurali di tale disturbo per poi entrare, nel secondo capitolo, nella descrizione dei diversi modelli teorici utilizzati dai diversi autori che hanno tentato di dare una spiegazione alla somatoparafrenia, per concludere poi con la descrizione delle diverse associazioni e dissociazioni trovate sperimentalmente in diversi pazienti affetti da tale delirio.

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2 CAPITOLO 1 LA SOMATOPARAFRENIA 1.1 Caratteristiche e osservazioni cliniche Nel 1942 il neurologo austriaco Josef Gerstmann utilizzò per la prima volta il termine somatoparafrenia (SP) (dal greco: somato = corpo, parafrenia = disturbo del pensiero), per indicare “illusioni, distorsioni o deliri riguardanti la percezione di parti del corpo lesionate”. Il delirio somatoparafrenico si riscontra tipicamente (ma non solo) in pazienti con deficit di consapevolezza per l’emiplegia, per l’emianestesia o il neglect corporeo, soprattutto verso la parte sinistra del corpo (Cogliano et al., 2011). Mentre i primi due fanno riferimento rispettivamente ad un deficit motorio e ad una perdita della sensibilità per una parte del corpo, particolarmente interessante è invece l’analisi del delirio nel disturbo di consapevolezza corporea noto come eminegligenza personale o corporea, o emisomatoagnosia (dal greco: emi = metà, somato = corpo, agnosia = mancato riconoscimento; mancato riconoscimento della propria metà corporea) o con termine inglese neglect corporeo. Il disturbo di eminegligenza corporea è caratterizzato dalla difficoltà del paziente a prestare attenzione, esplorare, percepire e agire nello spazio corporeo opposto all’emisfero cerebrale leso (nella maggior parte dei casi è il destro) e tale condizione patologica persiste, solitamente, solo per alcuni giorni o settimane ed è spesso, ma non sempre, accompagnato da un disturbo di eminegligenza spaziale, che vede le stesse difficoltà percettive, riferite ad uno spazio extracorporeo, quindi al mondo esterno. La manifestazione clinica dell’eminegligenza corporea varia a seconda della gravità del disturbo, ma tipicamente i pazienti che ne sono affetti offrono

Laurea liv.I

Facoltà: Psicologia

Autore: Anna Biancardi Contatta »

Composta da 26 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 577 click dal 21/04/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.