Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Il realismo creaturale nei romanzi di Federigo Tozzi

In questo lavoro abbiamo analizzato i principali romanzi di Federigo Tozzi (Con gli occhi chiusi, Il podere e Tre croci) attraverso la categoria del realismo creaturale introdotta da Erich Auerbach in Mimesis. Questo termine trae la sua origine nella cultura protestante dei suoi albori fino al suo approfondimento, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, nell’ambito dell’Università di Marburgo, grazie a studiosi come Rudolf Otto, Rudolf Bultmann e Karl Barth. Auerbach ha poi utilizzato il termine per individuare una modalità di rappresentazione della realtà in ambito letterario che lui stesso ha definito “realismo creaturale”. A differenza del realismo figurale, questa nuova categoria interpretativa non ha avuto molta fortuna in ambito critico e in Italia, in particolare, gli studiosi si sono concentrati maggiormente sugli aspetti connessi agli studi su Dante. Solo i più recenti lavori critici hanno cominciato a valutare in toto la complessità di Mimesis prendendone in considerazione tutti gli altri aspetti.
Per quanto riguarda i romanzi di Federigo Tozzi, alla loro pubblicazione, la critica ha avuto reazioni differenti e discordanti, la sua morte (1920) sembrava poter decretare la fine della fortuna delle sue opere. Tuttavia l’insistenza di alcuni, tra cui suo figlio Glauco, ha permesso ai suoi romanzi di sopravvivere al secondo conflitto mondiale e trovare una nuova fortuna in ambito critico prima di tutto attraverso l’interesse di Giacomo Debenedetti, il quale ha iniziato ed incoraggiato nuovi studi sull’autore.
Il presente lavoro si articola in quattro capitoli. Nel primo capitolo abbiamo analizzato tutte le principali implicazioni del termine creaturale, sia nell’ambito della cultura tedesca, dove ha visto i natali, sia analizzando l’utilizzo che ne fa Auerbach per comprenderne meglio il significato in ambito critico.
A partire dal secondo capitolo abbiamo iniziato ad analizzare i romanzi di Federigo Tozzi attraverso la lente del realismo creaturale. Per quanto riguarda Con gli occhi chiusi, abbiamo rintracciato numerosi studi critici che a partire dalle osservazioni di Debenedetti si sono cimentati nell’analisi del romanzo, rivelando due principali linee interpretative. L’analisi della critica ci ha permesso di capire come è stato valutato il romanzo dopo l’intervento di Debenedetti e come alcuni studiosi abbiano rilevato alcune caratteristiche creaturali del romanzo senza giungere esplicitamente a questa categoria interpretativa. In secondo luogo abbiamo proseguito l’analisi individuando le principali tematiche di realismo creaturale seguendo alcune recenti proposte della
critica1, ritenendo opportuno operare una divisione tra la sfera del basso corporeo e quella dell’interiorità.
Nel terzo capitolo abbiamo analizzato Il podere rintracciando fin da subito le tematiche del realismo creaturale, in quanto gli studi critici si sono rivelati meno numerosi e meno sistematici. Abbiamo constatato, anche, come la critica sia spesso giunta a commentare passi ascrivibili alla sfera del realismo creaturale, ma, ancora una volta, non ha utilizzato questa categoria. Abbiamo visto come l’analisi per tematiche sia molto più interessante e produttiva tanto che sarà replicata nel capitolo successivo.
Nel quarto capitolo ci siamo occupati di Tre croci con la medesima procedura del capitolo precedente, dovendo constatare una diminuzione notevole del materiale bibliografico che si sia occupato specificamente del romanzo. Abbiamo verificato, quindi, come l’analisi per tematiche sarà funzionale e produttiva in quanto ci ha permesso di rintracciare con precisione tutti gli elementi dei romanzi tozziani riconducibili al realismo creaturale.
Questo è stato possibile per le caratteristiche stesse dell’autore senese il cui obiettivo è stato quello di indagare l’uomo in tutte le sue caratteristiche a partire da quelli che definisce i misteriosi atti nostri2 grazie allo studio attento dei mistici senesi3 del Trecento e degli autori russi del XIX secolo.
Attraverso tutto il lavoro abbiamo constatato come Tozzi sia un autore fortemente realista, il suo continuo punto di partenza è la realtà concreta, biografica o cronachistica, indagata poi nei suoi anfratti per scoprirne ogni indizio che possa rivelare qualcosa in più della condizione umana.

Il testo di riferimento per le citazioni è stata l’edizione Meridiani Mondadori a cura di Marco Marchi, Milano, Mondadori, 1987.
1 In particolare, R. Castellana, Il realismo creaturale di Tozzi: una lettura di Giovani, in stampa.
2 I semplici atti della vita quotidiana di cui l’autore stesso specifica la portata in Come leggo io, in Realtà di ieri e di oggi, Roma, Vecchiarelli editore, 1992, ristampa anastatica dell'ed. Alpes, 1928.
3 In particolare Santa Caterina e San Bernardino.

Mostra/Nascondi contenuto.
5 Primo capitolo Il realismo creaturale 1.1 Definizione del termine Definire esattamente cosa si intenda per “creaturale” non è cosa semplice. Consultando alcuni dizionari come quello stilato da Devoto e Oli 4 oppure il dizionario storico del tedesco, dei fratelli Grimm, abbiamo trovato lemmi molto sintetici ed incapaci di soddisfare tutta l’ampiezza semantica del termine. Va considerato che la parola si inserisce nella vastissima tradizione di creatura, il cui utilizzo è stato così ampio nel corso dei secoli da causarne una complessa stratificazione semantica che copre numerosi ambiti della sfera della cultura. Il procedimento ha visto, da una parte, l’arricchimento del suo significato, dall’altra, ha permesso ad ogni autore una certa libertà proprio per il suo utilizzo ormai familiare. Così facendo, ogni studioso ha aggiunto una nuova accezione, rendendo sempre più complesso il tentativo di limitare qualsiasi lemma ad una breve ed esaustiva definizione. Come già accennato nell'introduzione, questo termine diventa importante, anche per l'Italia, quando insigni studiosi devono confrontarsi con Mimesis 5 , perciò per capirne meglio il significato dobbiamo valutare il tedesco, Kreatürlich 6 . Secondo il dizionario storico dei fratelli Grimm 7 , significa «naturale, essere creatura che dipende dal creatore». Il dizionario storico dei termini della filosofia tedesca, Historisches Wörterbuch der Philosophie, alla voce Kreatur, Kreaturlichkeit 8 , ci traccia una breve storia del termine in ambito filosofico. 4 Dizionario della lingua italiana, ad vocem. 5 Erich Auerbach, Mimesis: il realismo nella letteratura occidentale, Torino, Einaudi, 1956. 6 In realtà Auerbach usa nel suo trattato Kreatürliches, nell'edizione tedesca p. 236, nella forma plurale, mentre qui usiamo il singolare, perché è la voce che ritroviamo sui dizionari. 7 Deutsche Wörterbuch, ad vocem. 8 Kreaturlichkeit è il rispettivo sostantivo traducibile in italiano con creaturalità.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Elena Almangano Contatta »

Composta da 101 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 113 click dal 04/05/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.