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La telecronaca calcistica italiana: modelli, caratteristiche e stili tra passato, presente e futuro

Informazioni tesi

  Autore: Marco Zucca
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Comunicazione Pubblica e Politica
  Relatore: Cristopher Cepernich
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 312

Il lavoro si propone di indagare l’universo della telecronaca calcistica nel nostro Paese, cercando di rispondere alla domanda: “Quali sono i modelli e le caratteristiche della telecronaca calcistica italiana?”.
La crescita di popolarità degli sport, in particolare il calcio, è dovuta allo sviluppo dei mezzi di comunicazione di massa. Prima gli eventi venivano raccontati esclusivamente attraverso i quotidiani, poi è arrivato il racconto affabulatorio della radio, che ha reso possibile la contemporaneità dell’evento. Successivamente, con l’avvento della televisione e delle immagini, sono mutate le logiche e i modi di raccontare la quotidianità, manifestazioni sportive comprese, risvegliando il senso di partecipazione, emozione e coinvolgimento dello spettatore grazie anche al carattere di spettacolarità.
Attualmente il calcio può essere definito un media event: una telecronaca ha tutte le caratteristiche di un evento adatto alla televisione. In virtù della sua forza sociale si differenzia dal flusso televisivo quotidiano, costituendo un’interruzione della routine e generando una vera e propria “festività”.
Il telecronista, sul quale si focalizza la tesi, riesce ad unire parole e immagini in un connubio che le rende memorabili, facendo in modo che rimangano stampate nelle menti dei telespettatori. Viene generalmente affiancato dalla seconda voce (il commento tecnico) e da uno o due inviati a bordo campo che spiegano le reazioni dalle panchine e intervistano i protagonisti prima, durante e dopo la gara. Compito del telecronista è filtrare una realtà popolata dalle telecamere, decodificare le immagini e offrire al telespettatore una chiave di lettura più imparziale possibile.
Ho scelto di analizzare la telecronaca calcistica in virtù della mia grande passione per lo sport, in particolare il calcio, attraverso le interviste qualitative ai telecronisti e l’analisi di frammenti audio-video di alcune partite.

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39 1.5 Le trasmissioni sportive Sono numerose le trasmissioni televisive che hanno accompagnato gli appassionati di sport già dai primi anni della televisione italiana, e che si sono moltiplicate col passare degli anni. Programmi basati sull’approfondimento dei temi forti della settimana, la moviola, la chiacchiera calcistica, i pronostici, il gossip e la lite fra presidenti di squadre, giornalisti e tifosi, hanno introdotto quello che è stato definito “il teatrino del calcio” 184 . Si è scelto di esaminare le più importanti (includendo anche la trasmissione radiofonica Tutto il calcio minuto per minuto), elencandole secondo l’anno di messa in onda: non è incluso nell’elenco il programma 90° minuto, cui si è scelto di dedicare un apposito paragrafo. 1.5.1 Tutto il calcio minuto per minuto Non può non essere trattato il principale programma radiofonico di calcio, riuscito ad arrivare fino ai giorni nostri. La trasmissione, in onda la domenica pomeriggio su Radio RAI, iniziò il 10 gennaio 1960 in via sperimentale, alle ore 18.30 185 : venne infatti realizzata in previsione del grande sforzo che sarebbe dovuto essere esercitato per raccontare le Olimpiadi di Roma dell’estate dello stesso anno. Il programma, ascoltato da milioni di italiani, ha visto alternarsi alcune tra le più famose e inconfondibili voci del nostro calcio. Inizialmente era limitato al racconto del secondo tempo delle partite, per evitare che la gente rinunciasse ad andare allo stadio, preferendo risparmiare il denaro del biglietto ed evitare il freddo intenso (nel caso del periodo invernale) 186 . Dallo studio centrale Roberto Bortoluzzi (conduttore della trasmissione fino al 1987 187 ) annunciava la scaletta e coordinava la successione degli interventi dai campi: quello principale, dove andava in onda il match principale, affidato prima a Nicolò Carosio, poi per diversi anni a Enrico Ameri; c’erano quindi altri quattro campi di A (dove si alternarono Claudio Ferretti, Sandro Ciotti, Everardo Dalla Noce e Piero Pasini) e uno di B (che ebbe come voce storica Sergio Luzi) 188 . 184 Enrico Menduni, Lo sport come officina della simultaneità radiotelevisiva, in “Comunicazioni sociali”, anno XVIII, Nuova Serie, n. 1, gennaio-aprile 2006, pp. 71-77. 185 Massimo De Luca - Pino Frisoli, Sport in tv, Rai Eri, Roma, 2010, p. 42. 186 Pino Frisoli, La tv per sport, Edizioni Tracce, Pescara, 2007, p. 33. 187 Mauro Caputi, Mezzo secolo di “Tutto il calcio minuto per minuto”, consultabile su http://www.televideo.rai.it/televideo/pub/articolo.jsp?id=3850 188 Giorgio Simonelli - Darwin Pastorin, Reti e parabole, Ugo Mursia Editore, Milano, 2010, p 16.

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