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La sinestesia: una prima indagine con i neonati

Informazioni tesi

  Autore: Valeria Parente
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia dello Sviluppo e dell'Educazione
  Relatore: Francesca Simion
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 83

La sinestesia è quel fenomeno che si realizza quando la presentazione di uno stimolo in una modalità sensoriale causa percezioni non solo in quella modalità, ma anche in una seconda modalità sensoriale.
È stato ipotizzato che la percezione dei neonati possa essere sinestetica: le loro indifferenziate vie sensoriali fanno sì che abbiano esperienze percettive cross-modali, risultando come esperienze percettive che somigliano alla percezione degli adulti con sinestesia. Questo implica che alcune corrispondenze cross-modali sono un aspetto innato della percezione. Assumendo ciò, Walker, Bremner et al. (2010) hanno condotto uno studio sui bambini di 3-4 mesi, indagando la sensitività alle corrispondenze cross-modali. Per farlo, hanno esaminato le preferenze visive a stimoli in cui il tono uditivo e l’altezza visuospaziale erano concomitanti, nel primo studio; nel secondo, erano concomitanti il tono uditivo e la forma visiva. I bambini di 3-4 mesi, nello studio, hanno guardato per un tempo maggiore agli stimoli visivi quando questi erano accompagnati da un suono congruente, piuttosto che da un suono incongruente.
Questo lavoro di tesi, intendeva replicare lo studio di Walker, Bremner et al. (2010) con i neonati. È stato condotto il primo esperimento tono uditivo-altezza visuospaziale, adattando gli stimoli al sistema visivo dei neonati. Sono stati testati 12 neonati sani e nati a termine e i risultati delle analisi confermano i risultati trovati da Walker et al.: i neonati guardano per un tempo maggiore allo stimolo congruente con il suono, piuttosto che a quello inconcludente.
Il secondo esperimento tono uditivo-forma visiva è in corso di svolgimento. I neonati finora codificati sembrano non mostrare alcuna preferenza, ma ci si riserva di completare il campione e fare le analisi per i dati definitivi. Una delle ipotesi per cui non mostrino preferenza è quella che non percepiscano la differenza visiva tra le due forme (appuntita e curva), ma anche su questa ipotesi si riserva successivamente di indagare.
I risultati positivi del primo esperimento non vengono immediatamente interpretati come una prova che le corrispondenze sinestetiche cross-modali sono un innato aspetto della percezione. La strada per arrivare a questa conclusione è ancora lunga e questo rappresenta solo un primo tassello, su cui sono necessari controlli e successive indagini.

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  3   INTRODUZIONE La parola sinestesia ha origine dal greco syn- unione e aisthesis- percezione, e letteralmente significa “percepire insieme”. Si distingue tra la sinestesia in ambito linguistico, che è intesa come una figura retorica che prevede l'accostamento di due termini appartenenti a due piani sensoriali diversi, e la sinestesia in ambito psicologico, intesa come un fenomeno sensoriale/percettivo riportato da una piccola minoranza di individui adulti. Da questo punto di vista la sinestesia è descritta come quel fenomeno che si realizza quando la presentazione di uno stimolo, in una modalità sensoriale, causa percezioni non solo in quella modalità, ma anche in una seconda modalità sensoriale. Scopo del presente lavoro è quello di aprire la strada allo studio della sinestesia nei neonati e iniziare a comprendere se davvero la percezione sensoriale alla nascita possa essere paragonata a quella degli adulti sinestetici, come è stato ipotizzato da Maurer e colleghi (1993; 2005; 2009) nel corso degli anni. Secondo la loro ipotesi, le indifferenziate vie sensoriali alla nascita, fanno sì che i bambini abbiano esperienze percettive cross-modali. Nel primo capitolo, verrà presentato il fenomeno della sinestesia negli adulti, a partire dagli studi comportamentali fino a quelli di neuroimmagine utilizzati per documentarlo. A partire da questi ultimi, verranno mostrate le basi neurali della sinestesia e le teorie attualmente vigenti che ne spiegano lo sviluppo: la teoria della Cross-Attivazione (Maurer & Maurer, 1988; Ramachandran & Hubbard, 2001) e la teoria della

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