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I gruppi di pressione pubblici nel sistema decisionale italiano: il caso di UnionCamere

La tesi ha ad oggetto lo studio dei gruppi di pressione pubblici o istituzionali e l'attività di lobbying da essi svolta nell'ambito del processo decisionale nazionale ed europeo, con particolare riferimento al Unione italiana delle Camere di commercio (UnionCamere). Si è quindi proceduto all'analisi del decentramento politico-amministrativo di tipo funzionale e le sue specificità rispetto al tradizionale decentramento territoriale. Sono stati approfonditamente trattati gli strumenti della moderna public governance e gli effetti che un corretto management della P.A. possono produrre nei confronti degli stakeholder interni ed esterni dell'Amministrazione.

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1 INTRODUZIONE Questo lavoro è volto all’analisi critica del processo politico di riforma della pubblica amministrazione italiana e in particolare del sistema camerale, vale a dire delle Camere di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura (CCIAA, talvolta Cdc), delle proprie aziende speciali e delle società partecipate, delle Unioni regionali e dell’Unione nazionale (UnionCamere). Il processo di riforma viene quindi analizzato nella sua prospettiva storica e nella sua dimensione attuale: sotto questo ultimo aspetto, si è studiato il ruolo dell’UnionCamere non tanto come organizzazione istituzionale nella sua accezione tecnico-giuridica, bensì come soggetto portatore di interessi, come gruppo di pressione pubblico che interviene nell’iter di riforma in funzione di latore delle istanze di un complesso sistema di organizzazioni pubbliche presenti in Italia e all’estero. A tal fine è apparso necessario considerare cosa intendiamo per “amministrazione pubblica” nell’ordinamento italiano e, quindi, è occorso proporre un inquadramento storico e politico del lungo percorso di riforma e di autoriforma della nostra amministrazione, concentrando l’attenzione sul ruolo e sulle funzioni che hanno caratterizzato il sistema camerale e che lo hanno specializzato rispetto agli enti territoriali. Si è analizzata la profonda differenza tra il decentramento per territorio e il decentramento per funzioni e le ragioni delle scelte politiche sottese a tale differenziazione; si è cercato di cogliere i fattori di forza e quelli di debolezza di entrambi i tipi di decentramento politico ed amministrativo. Si è quindi cercato di tratteggiare, da una parte, il rapporto tra le tendenze all’accentramento e quelle al decentramento istituzionale e, dall’altra parte, il rapporto tra il decentramento territoriale e quello funzionale alla luce dei più recenti indirizzi da parte delle principali forze sociali e politiche del Paese. È risultato necessario soffermarsi anche sul tentativo di riorganizzazione delle istituzioni nazionali e locali derivante dalla riforma costituzionale “Renzi- Boschi”, recentemente respinta dal corpo elettorale in occasione del referendum

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Area Giuridica - ex facoltà Scienze Politiche

Autore: Davide Centulio Contatta »

Composta da 127 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 30 click dal 10/05/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.