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L'auto ibrida sfida i tradizionali modelli di business. Il caso HysolarKit

Nell’ambito della gestione dei processi innovativi mi sono soffermata in particolar modo a un fenomeno emergente: la mobilità ecosostenibile. Soprattutto negli ultimi decenni c’è un trend positivo nella vendita di auto con sistemi alternativi, infatti, quasi tutte le grandi case automobilistiche cercano la creazione di un business per soddisfare il maggior numero di bisogni che la clientela ricerca.
L’invenzione dell’automobile ha stravolto il contept della mobilità e ha permesso che in breve tempo che l’industria automobilistica diventasse uno dei settori più importante per l’economia mondiale.
Tuttavia lo sviluppo di massa ha portato dopo decenni delle conseguenze negative, in primis a un aumento del traffico cittadino e dei livelli di inquinamento dell’aria e acustici. A dare una spinta al cambiamento e adottare sistemi complementari, è stato anche la forte dipendenza dal petrolio, non solo fonte di inquinamento ma anche risorsa non rinnovabile.
Date le problematiche sopra esposte, le grandi case automobilistiche, e non solo, hanno cercato di trovare sistemi innovativi che soddisfacessero comunque la mobilità delle persone, senza privarli del confort e delle prestazioni che hanno le auto a combustione.
Le auto ibride, affianca al motore termico anche uno elettrico, consentendo una riduzione quasi del 50% dell’uso del combustibile. Nel secondo capitolo illustrerò i diversi tipi di ibridazioni, vantaggi/svantaggi e il potenziale economico che hanno queste auto.
Nel terzo capitolo illustrerò un sistema di ibridazione innovativo, sviluppato all’interno dell’Università degli Studi di Salerno, che prevede l’istallazione di un kit fotovoltaico che consente la ricarica delle batterie e recupera energia dalle ruote posteriori in fase di frenata.

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6 PREFAZIONE Basta un po’ di spirito di iniziativa, o semplicemente voglia di creare una piccola o grande impresa, per mettere in moto una miriade di azioni per realizzare la propria idea. A volte si è semplicemente capaci di inventare un nuovo prodotto o si ha un’idea stravolgente per far sì che quella visione sia spunto per la creazione di un’impresa di successo. Di casi pratici ce ne sono una moltitudine, di passati e recenti, ma il copione è pressoché lo stesso: un’idea, tanta voglia di vedere quel progetto realizzato, altri fattori (che durante il lavoro di tesi cercherò di esporre), e infine l’obiettivo finale, una società che caso mai è anche quotata in borsa. Il più conosciuto da tutti è Mark Zuckerberg, quel giovane studente ribelle che per gioco, per una delusione, ha creato quel social che tutti conosciamo. Forse meno conosciuto ma con doti imprenditoriali, a mio parere, anche superiori è Elon Musk, definito l’imprenditore visionario che ha incominciato a fondare PayPal, poi Tesla (un’autovettura completamente elettrica), e per finire con il nuovissimo progetto per portare gli esseri umani sul pianeta Marte. Forse questi casi sono quelli più recenti, ma non di meno sono stati Steve Jobs, Bill Gates, casi italiani come Olivetti, e tanti altri che hanno scritto la storia dell’innovazione. Oltre a questi casi di successo, ci sono altre imprese o start up che comunque sono riuscite ad avere la loro fetta di mercato, grande o piccola che sia, ma in ogni caso riescono a sopravvivere e imporsi sui competitor. In questo interessante mondo dell’imprenditoria, durante i miei studi ho focalizzato il mio interesse per la mobilità ecosostenibile e tutte le soluzioni alternative esistenti ai tradizionali autoveicoli.

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Economia

Autore: Martina Egidio Contatta »

Composta da 69 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 306 click dal 11/05/2017.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.