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Beirut ma betmout. Gli spazi della collettività tra divisioni confessionali e liberalismo di stato, il caso studio di Dalieh al-Raouche e Ramlet al-Bayda.

Informazioni tesi

  Autore: Michele Spatari
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2015-16
  Università: Università degli Studi di Ferrara
  Facoltà: Architettura
  Corso: Architettura
  Relatore: Gastone Ave
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 132

La tesi indaga il ruolo dei luoghi pubblici nella città di Beirut (Libano) proponendo un sistema di spazi comuni lungo la costa urbana, terreno fertile per il superamento delle divisioni etnico-confessionali scaturite dalla guerra civile del 1975-90.
Il lungomare permette di indagare le contraddizioni che la città sta affrontando, ponendo al tempo stesso le basi per un loro superamento. La Corniche, promenade costiera di 6 chilometri, è un sistema di spazi positivi e inclusivi, messi però in pericolo dall’aggressiva pressione immobiliare. L’area ha permesso lo sviluppo di diverse forme di appropriazione di spazi, trasformati in luoghi di aggregazione da pratiche sociali dinamiche e non compresse.
Dallo studio di queste pratiche, attraverso il lavoro sullo spazio sociale iniziato da H. Lefebvre, nasce la strategia di intervento sull’area di tesi, compresa tra lo stadio Nijmeh e la spiaggia di Ramlet al-Bayda, includendo la penisola rocciosa di Dalieh al Raouche.
La tesi propone la creazione di una società per lo sviluppo del Parco Marittimo di Beirut, spina dorsale di un sistema di spazi per il pubblico da far progredire in 4 punti strategici, 3 aree di sviluppo trainanti ed un trait d’union, la Corniche. I quattro punti programmatici sono: Resistere, per proteggere e sviluppare gli spazi della socialità in un sistema che ne aumenti la risonanza a livello cittadino; Unire, per poter superare il carattere contemplativo della Corniche attraverso interventi di connessione e cucitura; Espandere, per ampliare le potenzialità e le capacità ricettive degli spazi aperti salvaguardandoli dalla speculazione immobiliare; ed infine Consolidare, prevedendo tre aree di maggiore trasformazione come pilastri e traino del Parco Marittimo.
L’area dello stadio Nijmeh, convertito il presidio militare abbandonato, ritrova respiro, apertura verso il mare e nuove attrezzature sportive, divenendo centro di svago, cultura e spettacolo.
Il muro di Ramlet al-Bayda si trasforma in infrastruttura per permettere l’espansione delle attività commerciali, rispettando l’anima collettiva e popolare della spiaggia, raro luogo di svago cittadino.
La penisola di Dalieh al-Raouche, attraverso un sistema di percorsi naturalistici, una piazza multifunzionale ed il rinnovamento del porto storico, rappresenta il diritto di ogni cittadino di vivere il mare, e il dovere di tutelare il patrimonio naturale, paesaggistico e sociale.

The thesis examines the role of public places in the city of Beirut (Lebanon) proposing a system of shared spaces along the urban shore, breeding ground to overcome ethnic divisions that arose from the 1975-1990 civil war.
The seashore allows to investigate the contradictions the city is facing, establishing at the same time the basis to overtake them. The Corniche, a 6 kilometres coast stroll, is a system of positive and inclusive spaces, endangered by the aggressive development pressure. The area allowed the formation of several forms of appropriation of space, generated by dynamic social practices that changed it in to an inclusive shared space.
The survey of these practices, through the work on social space initiated by H. Lefebvre, originates the strategy of intervention in the area this thesis means to examine, comprised between Nijmeh stadium and Ramlet al-Bayda Beach, including the limestone headland of Dalieh al-Raouche.
The thesis suggests the establishment of a development society for the Beirut Maritime Park, backbone of a system of spaces for the public, enhanced through 4 strategic guidelines, 3 major areas of intervention and a trait d’union, the Corniche. These four points are: Resist, to protect and develop the spaces of sociality inside a system that can increase their city resonance; Join, to overcome the contemplative soul of the Corniche through a connecting system; Expand, to increase the potentialities and the accommodating capability of open spaces, protecting them from property speculation; and Strengthen, envisaging three areas of major transformation as pillars and main driving forces of the Maritime Park.
Thus, the area of the Nijmeh stadium, after transforming the abandoned military post, will gain a wider scope opening itself to the sea and becoming a leisure, culture and entertainment centre, thanks to new sport equipment.
The Ramlet al-Bayda’s wall will evolves into an infrastructure to host commercial activities, preserving at the same time the collective and popular soul of the beach, a rare open space inside the urban tissue.
The Dalieh al-Raouche’s peninsula, with a system of landscape paths, a flexible plaza and the renovation of the historic port, represents the right of every citizen to live the sea and the duty to protect natural, landscape and social heritage.
The whole of these interventions can establish a development model reproducible in the city, with the aim of creating shared spaces, essential to overcome social and ethnic tensions in the city.

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Parole chiave

beirut
urbanism
public spaces
lebanon
post conflict
sectarian division
neo-liberalism
shared spaces
collective spaces
third space

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