Il contratto di management alberghiero. Dalla comparazione alla fattispecie.

Il contratto di management, altrimenti chiamato contratto di gestione, nasce nella tradizione giuridica anglosassone di common law quale contratto stipulato tra una società titolare ed una società di gestione, per mezzo del quale quest'ultima assume attività tecnico-operative, di conduzione aziendale ed amministrazione corrente o quotidiana in nome e per conto della prima. Il rischio d'impresa grava però sempre sulla società titolare. E' una fattispecie appartenente alla categoria dei contratti atipici o innominati, molto diffusi nel mondo degli affari ed oggi sempre più estesi a vari settori industriali, in particolare a quello alberghiero. E' proprio in tale ambito, contrassegnato da regimi legali ed imprenditoriali di gran lunga più complessi rispetto al passato, che si richiedono forme contrattuali rispondenti alla necessità di creare una nuova classe manageriale dotata di competenze specialistiche di gestione. Ed il contratto di management aderisce perfettamente a queste esigenze, garantendo la perfetta dissociazione tra titolarità e gestione d’impresa all'interno delle grandi catene alberghiere. Per questo trova piena legittimazione e larga diffusione in un contesto di respiro internazionale sulla base del principio di liberalizzazione dell'autonomia privata. Più difficile si rivela invece l'accettazione della fattispecie nell'ordinamento giuridico italiano,che si è posto tre problematiche, a lungo dibattute da dottrina e Corti: la questione di qualificazione e regolamentazione del contratto; la questione della relazione contrattuale tra le due parti contraenti e, infine, la questione inerente la durata del contratto. Proprio questi tre punti offrono la possibilità di mettere a confronto i due grandi sistemi che da sempre hanno dominato la scena legislativa, cioè il sistema anglo-americano di common law e quello italiano di civil law, tentando di rintracciare un possibile adeguamento del contratto al nostro ordinamento.

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Introduzione 12 Introduzione Il recente sviluppo dell’attività economica a livello globale segna un sempre maggiore ricorso a contratti atipici o “innominati”, coerenti con lo spirito del diritto commerciale internazionale. Rispondendo, infatti, a necessità contrattuali e formule applicative peculiari ed esclusive, non riconducibili alle figure tipiche dei singoli ordinamenti nazionali, essi sono in grado di garantire uniformità nella negoziazione tra parti contraenti di diversi Paesi. A tale categoria si ascrive il contratto di gestione, meglio noto come management contract, secondo la denominazione discendente dalla sua origine anglosassone. La diffusa applicazione del contratto in numerosi e vari settori industriali non impedisce di notare come, oggi, il contesto in cui esso meglio si muove sia il settore alberghiero. Soprattutto in tale ambito, infatti, si dà voce all’intento di affermare una nuova classe manageriale, dotata di competenze specifiche nella gestione e nella conduzione aziendale. In una fase di intense trasformazioni che interessano la governance, gli assetti organizzativi ed il management delle strutture alberghiere, segnata da meccanismi di innovazione in linea con il nuovo modello d’impresa, il contratto diventa lo strumento prediletto dalle grandi catene internazionali. E questo in quanto assurge a canone di perfetta dissociazione tra proprietà e direzione dell’hotel.

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Loredana Ridolfo Contatta »

Composta da 365 pagine.

 

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