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Ipotermia terapeutica. Il ruolo dell’Infermiere Pediatrico nel trattamento del neonato con Encefalopatia ipossico-ischemica.

L’encefalopatia ipossico-ischemica (HIE) è una condizione acuta che puo’ presentarsi alla nascita. Colpisce da 2 a 4 neonati a termine su 1000, con importanti conseguenze sullo sviluppo cognitivo del bambino.
La maggior parte degli eventi che portano alla HIE, sono il risultato dell’ostacolato flusso sanguigno e apporto di ossigeno al cervello, con conseguente esaurimento di energia primaria e poi secondaria.
Fino a qualche tempo fa, le metodologie di trattamento si sono limitate alla terapia medica di supporto; mentre attualmente si sta cercando di andare ad agire sul mantenimento dell’energia secondaria attraverso l’utilizzo dell’ipotermia terapeutica come trattamento in grado di minimizzare l’entità del conseguente danno cerebrale e quindi migliorare le condizioni a lungo termine dei bambini colpiti da HIE.
L'ipotermia terapeutica risulta essere uno dei più efficaci trattamenti per i neonati > 36 settimane di gestazione, in quanto permette sia un miglioramento dell'outcome neurologico che una riduzione del tasso di mortalità; le stesse American Heart Association Guidelines for Cardiopulmonary Resuscitation and Emergency Cardiovascular Care, and the International Consensus on Cardiopulmonary Resuscitatione, and Emergency Cardiovascular Care Science with Treatment Recommendations raccomandano un mantenimento della temperatura tra 32°C e i 34°C per 72 ore.
Risulta cruciale il ruolo dell’infermiere nell’assistere i pazienti sottoposti a questa procedura, soprattutto per quanto riguarda la gestione e il controllo della temperatura corporea e dei vari sistemi di raffreddamento, la prevenzione e relativo trattamento degli effetti collaterali e il supporto ai familiari del paziente. Nonostante la comprovata efficacia di questa cura, ancora oggi però l’ipotermia terapeutica non è purtroppo utilizzata in tutte le realtà operative.

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4 L’encefalopatia ipossico-ischemica (HIE) è una condizione acuta che puo’ presentarsi alla nascita. Colpisce da 2 a 4 neonati a termine su 1000, con importanti conseguenze sullo sviluppo cognitivo del bambino. La maggior parte degli eventi che portano alla HIE, sono il risultato dell’ostacolato flusso sanguigno ed apporto di ossigeno al cervello, con conseguente esaurimento di energia primaria e poi secondaria. Fino a qualche tempo fa, le metodologie di trattamento si sono limitate alla terapia medica di supporto, mentre attualmente, si sta cercando di preservare l’energia secondaria attraverso l’utilizzo dell’ipotermia terapeutica, quale trattamento in grado di minimizzare l’entità del conseguente danno cerebrale e quindi migliorare le condizioni di vita a lungo termine dei neonati colpiti da HIE. La scelta dell’argomento trattato deriva dall’interesse suscitato in me essenzialmente dal percorso di studi e dalle esperienza di tirocinio fatto durante questi tre anni, tali informazioni hanno destato in me così tanta curiosità da sceglierlo come argomento di tesi, anche durante la preparazione della stessa, il ricercare materiale utile a tal fine, ha scatenato sempre più voglia di conoscenza. La letteratura scientifica evidenzia la capacità dell’encefalopatia ipossico- ichemica nel provocare morte, danni e disabilità a lungo termine in molti bambini nati a termine, e che l’ipotermia terapeutica potrebbe essere la scelta d’elezione per ridurre tali esiti infausti. Pertanto si è consolidata in me l’idea, di quanto sia fondamentale intervenire prontamente su questi neonati, cercando di approfondire quanto più possibile le conoscenze, ancora ridotte, che riguardano l’uso dell’ipotermia terapeutica e cercando di immaginare una situazione futura in cui l’ipotermia terapeutica, sia affermata come il gold standard di cura per i bambini con moderata e grave HIE. L’infermiere pediatrico quindi, svolge un ruolo cardine nell’organizzare, gestire ed attuare il processo del nursing nell’applicazione dell’ipotermia terapeutica. Ovviamente ci sono da mettere in conto le spese sanitarie previste per l’assistenza a questo tipo di pazienti, i quali presentano un’alta complessità assistenziale, richiedono personale sanitario altamente specializzato ed addestrato,

Laurea liv.I

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Raffaella Di Domenico Contatta »

Composta da 72 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.