Il flusso della coscienza in Italo Svevo e Marcel Proust

La presente tesi parla del flusso della coscienza nelle opere di Italo Svevo e Marcel Proust, flusso che porta alla conoscenza suscitando memoria e ricordo. Il tempo perde il suo significato di fronte a questa fusione che si propone di arrivare alla conoscenza della propria identità.

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6 I. LETTERATURA E PSICOANALISI IN ITALO SVEVO Nel periodo compreso fra l’unione d’Italia e l’inizio della Prima Guerra la società gode di pace e stabilità, fatto che facilita lo sviluppo culturale, tecnico e scientifico. L’uomo e la scienza vengono messi al centro della riflessione e dei dibattiti nel pensiero della seconda metà dell’Ottocento, con profondo impatto sociale e conseguenze importanti a livello culturale. Il Positivismo, seguito dal progresso scientifico e dal Decadentismo, suscita cambiamenti a livello sociale (la repressione dei movimenti operai, le trasformazioni politiche e sociali, l’urbanesimo) e a livello culturale (le avanguardie, il nichilismo). L’affermazione del concetto di Freud sull’esistenza del conscio e dell’inconscio, sulla falsità dei rapporti interpersonali, genera in letteratura l’aspetto analitico, all’apice del quale si trova À la Recherche du temps perdu, romanzo di massima introspezione. La condizione di smarrimento, di crisi, di non senso e d’incertezza che caratterizza questo periodo si riflette nella letteratura ed è in stretto rapporto con la cultura socio-politica. Italo Svevo (Aron Hector Schmitz secondo il vero nome), nasce a Trieste (allora appartenente all’Impero Austro-Ungarico) nel 1861 in un’agiata famiglia. Dopo aver finito gli studi inizia a lavorare come impiegato in una banca e contemporaneamente si dedica alla letteratura, scrivendo opere teatrali. Nel 1890 appare su L’Indipendente un primo testo L’assassino di via Belpoggio. Due anni dopo, pubblica il primo romanzo Una vita (1892), seguito da un altro, Senilità (1898) - tutte e due senza successo. Fino alla pubblicazione di La Coscienza di Zeno (1923), romanzo che segna la sua consacrazione, continua a scrivere, ma senza pubblicare; s’interessa alla filosofia (in particolare a Schopenhauer), al romanzo francese (Zola, Flaubert, Balzac, Stendhal), ai classici italiani, (Gucciardini, Boccaccio, Machiavelli), ai romanzi inglesi e russi, ma senza aderire a un pensiero specifico. Viene maggiormente condizionato dalla psicoanalisi dell’austriaco Sigmund Freud (con la quale entra in contatto a causa della malattia del cognato) del quale traduce La scienza dei sogni

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere

Autore: Ana Maria Pricop Contatta »

Composta da 57 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.