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Il ruolo del sistema nervoso nell'ipertrofia muscolare

Discussione dei principali stimoli conducenti ad ipertrofia muscolare, con comprensione e valutazione dell'importanza del rapporto nervo-fibra muscolare e del suo impatto sul trofismo muscolare tramite il passaggio per situazioni patologiche conducenti ad atrofia.
Gestione del lavoro muscolare nel soggetto sano per massimizzare gli stimoli ipertrofici, con particolare occhio di riguardo all'ipertrofia miofibrillare: ipertrofia di qualitá che può essere sviluppata in maniera eccelsa tramite una "educazione neurale" ottenibile con lavori di forza; importanza di questi ultimi nel combattere la sarcopenia da invecchamento, causa anch'essa di atrofia muscolare.

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4 1• INTRODUZIONE : IL CONCETTO DI IPERTROFIA MUSCOLARE L’ipertrofia muscolare è un adattamento del sistema muscolare consistente in un aumento del volume delle cellule che ne compongono il tessuto, con conseguente incremento della sezione trasversale del muscolo stesso. E’ un fenomeno multifattoriale che coinvolge il miocita in seguito a stimoli meccanici, metabolici, ormonali (ma solo in parte e vedremo perché) e che rientra di diritto nel concetto di “ forma segue funzione” (Russell et al., 2000): la forma, e questo vale per il muscolo come per ogni sistema o struttura plasmabile, ha uno sviluppo “secondario” alla funzione, è un elemento plastico che si modifica a seconda delle richieste e dei caratteri di quest’ultima. Nel caso in questione, un muscolo soggetto a carichi e tensioni sufficienti, superiori alla soglia e/o sufficientemente prolungate nel tempo subirà modifiche strutturali atte a renderlo sempre più preparato a carichi maggiori, a tensioni sempre più durature… Questo si verifica principalmente con due meccanismi: il primo consiste in un rafforzamento del sistema contrattile (la parte miofibrillare contrattile rappresenta il 20-30% della cellula muscolare) in seguito a uno stimolo meccanico come può essere ad esempio una contrazione eccentrica ben enfatizzata e in generale l’utilizzo di carichi importanti (≥ 70-80% 1RM) che sono in grado di reclutare tutte le fibre muscolari (in particolare intorno all’80 % 1RM come asseriscono la legge di Henneman e Bosco e colleghi, anche se vi sono studi che parlano di reclutamento elevato delle fibre bianche già con il 60% 1RM ,Tesch et al., 1998); il loro effetto è quello di creare microlacerazioni alla loro struttura, la quale viene in seguito riparata (Figura 1). Il secondo meccanismo si realizza tramite una supercompensazione (che necessita per forza di cose di un riferimento a una strategia dietetica) del glicogeno sarcoplasmatico (anche il sarcoplasma costituisce il 20-30% della cellula muscolare), in seguito a uno stimolo metabolico che svuota appunto le riserve di glicogeno, ma anche fosfati ed ATP muscolare, con innalzamento dell’acido lattico: per fare in modo che ciò avvenga, è utile sviluppare lunghe tensioni con carichi di conseguenza non molto elevati (diciamo in un range del 30% fino a circa il 60% 1RM che come detto prima basterebbe già per reclutare praticamente tutte le fibre) atti a mantenerle nel tempo in maniera ottimale (Figura 1) (Delfitto M., 2015).

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Motorie

Autore: Valerio Cietta Contatta »

Composta da 45 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.