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Il concetto di abitudine oltre la dicotomia tra associazionismo ed organicismo

Informazioni tesi

  Autore: Tania Cara
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2015-16
  Università: Università degli Studi di Parma
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Filosofia
  Relatore: Fausto Caruana
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 91

Il concetto di abitudine, tema attuale e origine di molte controversie filosofiche. Il cognitivismo lo aveva rilegato nell'oblio fino al XXI secolo, ma ora grazie alla cosiddetta Embodied Cognition è tornato a popolare le pagine dei testi accademici. La nuova teoria organicista della mente ha rivalutato il ruolo dell'abitudine e la sua portata concettuale. Gli studi riguardanti tale argomento hanno una storia tutt'altro che lineare, segnati dall'opposizione tra due scuole di pensiero opposte come quella associazionista ed organicista. L'abitudine è frutto di associazioni definite e costanti oppure la risultante di vincoli relazionali incarnati, e interdipendenze plastiche, che ne determinano la formazione e il mantenimento? Seguendo la mappa genealogica tracciata da Barandarian e Di Paolo (2014) e attraversando le posizioni di autori come Ryle e Dewey si cercherà di trovare plausibili risposte a queste domande.

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5 Introduzione. Il concetto di abitudine è per l’attuale panorama filosofico e neuroscientifico contemporaneo un argomento nuovamente attuale, rispetto al lungo periodo di oblio che l’ha coinvolto con l’avvento del cognitivismo. Se dall’inizio del XXI secolo le discussioni intorno all’abitudine hanno iniziato nuovamente a popolare gli scritti filosofici e scientifici, non può dirsi una coincidenza. Viceversa, il recupero di questo concetto è da associare al recente tentativo, ad opera della cosiddetta Embodied Cognition di fondare una nuova teoria organicistica della mente. Gli studi intorno al concetto di abitudine non hanno dunque seguito un percorso lineare, dalla filosofia greca alla nascita del cognitivismo l’argomento era considerato tra le idee teoriche più importanti. Dalla seconda metà del XX Secolo il ruolo centrale è stato invece attribuito alle rappresentazioni mentali. Pochi studi esaminano quindi tutta la storia della sua evoluzione. Un interessante articolo di Barandarian e Di Paolo “ A genealogical map of the concept of habit” (2014) traccia quella che può realmente definirsi una genealogia, che parte da Aristotele per giungere ad autori contemporanei che si sono interessati all’argomento. Partendo da questo studio preliminare in questo testo si vuole approfondire la storia di questo concetto e analizzare la differenza tra le due maggiori tendenze che hanno affrontato il tema dell’abitudine esplicitamente:

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Parole chiave

associazionismo
neuroscienze
abitudine
ryle
cognition
dewey
organicismo
embodied
genealogica
millikan

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