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Il recesso dai trattati internazionali tra diritto internazionale e diritto dell'Unione europea: il caso Brexit

Informazioni tesi

  Autore: Irene Venturino
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2016-17
  Università: Università degli studi di Genova
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Scienze giuridiche
  Relatore: Simone Carrea
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 62

L'elaborato si propone di analizzare il recesso dai trattati internazionali e, in particolare, dalle organizzazioni internazionali per giungere a considerare la specifica disciplina del recesso dall'Unione europea.

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5 INTRODUZIONE Il seguente elaborato si propone di analizzare il recesso dai trattati internazionali e, in particolare, dalle organizzazioni internazionali per giungere, infine, a considerare la specifica disciplina del recesso dell’Unione europea; tema che ha di recente acquisito particolare rilevanza e attualità alla luce degli esiti della recente consultazione referendaria avente ad oggetto la permanenza del Regno Unito nell’Unione europea. Per meglio definire le cause e i presupposti che si trovano alla base di questo storico voto popolare, lo sviluppo di questa tematica è stato svolto attraverso una suddivisione in tre parti: le prime due affrontano l’argomento in modo più storico sottolineandone l’evoluzione, la terza ne esamina le possibili conseguenze in un contesto attuale. In tale prospettiva, e al fine di offrire un inquadramento il più possibile completo dell’argomento oggetto di trattazione, nel primo capitolo ci si soffermerà sui lavori preparatori della Commissione di diritto internazionale delle Nazioni Unite e specificamente sui rapporti dei relatori speciali per il diritto dei trattati Fitzmaurice e Waldock, inerenti all’estinzione degli accordi internazionali. Si prenderanno successivamente in considerazione le disposizioni della Convenzione di Vienna del 1969, soffermandosi principalmente sull’art. 54, il quale regola l’istituto del recesso, ed il 56, il quale invece riguarda trattati che non prevedono clausole esplicite riguardanti le facoltà di recesso o denuncia, andando così ad intaccare l’integrità del principio “pacta sunt servanda”. Il secondo capitolo si occuperà, invece, della Società delle Nazioni, prima forma di organizzazione internazionale, e del successivo passaggio alle Nazioni Unite, sottolineando come le due organizzazioni disciplinassero il recesso in maniera differente, e di come sia stato trattato il primo caso di recesso dall’ONU: quello dell’Indonesia. Il terzo capitolo è stato il più complicato a causa dell’attualità e dinamicità dell’argomento: il recesso dall’Unione Europea con particolare attenzione alle conseguenze del referendum del 23 giugno 2016 tenutosi nel Regno Unito. Dopo aver introdotto il passaggio da Comunità europea all’odierna Unione, si procederà ad esaminare il trattato istitutivo della C.E.C.A., il quale conteneva solo una clausola sulla durata – si è infatti estinta il 23 luglio 2002 – ma nessuna disposizione che concernesse il recesso. All’interno dello stesso paragrafo mi sono ampiamente soffermata sui vari orientamenti delle Corti Costituzionali europee in merito ai controlimiti, citando alcune sentenze quali Frontini per l’ambito italiano e Solange I e II per quanto riguarda il

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