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Il problema del sovraffollamento carcerario. Riflessioni a partire dalle soluzioni adottate nel sistema penale finlandese.

Informazioni tesi

  Autore: Valentina Regazzi
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2015-16
  Università: Università degli Studi dell'Insubria
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Grazia Mannozzi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 139

Il presente lavoro si prefigge lo scopo di analizzare il fenomeno del sovraffollamento carcerario nell’ordinamento finlandese e, in particolare, di esaminare le soluzioni adottate dal Paese scandinavo nella lotta a un problema che affligge una porzione consistente degli Stati europei. Partendo da una breve analisi della normativa sovranazionale e da una trattazione del “caso Italia”, esso intende mettere in luce i punti di forza della strategia che ha permesso alla Finlandia di ridurre in modo consistente, nel corso di pochi decenni, il tasso di detenuti, passando da una seria situazione di sovraffollamento, con conseguente violazione dei diritti umani, ad un primato positivo in Europa di lotta alla pena detentiva.
Il motivo che ha spinto a trattare questa tematica è costituito dal crescente dibattito, nel nostro Paese, così come a livello internazionale, in materia di lotta al sovraffollamento e alla pena detentiva con la continua ricerca di soluzioni che rispondano, da una parte, alle esigenze di sicurezza e legalità e, dall’altra, alle esigenze di rispetto dei diritti umani.

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1 Introduzione Il presente lavoro si prefigge lo scopo di analizzare il fenomeno del sovraffollamento carcerario nell’ordinamento finlandese e, in particolare, di esaminare le soluzioni adottate dal Paese scandinavo nella lotta a un problema che affligge una porzione consistente degli Stati europei. Partendo da una breve analisi della normativa sovranazionale e da una trattazione del “caso Italia”, esso intende mettere in luce i punti di forza della strategia che ha permesso alla Finlandia di ridurre in modo consistente, nel corso di pochi decenni, il tasso di detenuti, passando da una seria situazione di sovraffollamento, con conseguente violazione dei diritti umani, ad un primato positivo in Europa di lotta alla pena detentiva. Il motivo che ha spinto a trattare questa tematica è costituito dal crescente dibattito, nel nostro Paese, così come a livello internazionale, in materia di lotta al sovraffollamento e alla pena detentiva con la continua ricerca di soluzioni che rispondano, da una parte, alle esigenze di sicurezza e legalità e, dall’altra, alle esigenze di rispetto dei diritti umani. Il periodo di studio trascorso, tramite il progetto Erasmus, presso la University of Lapland di Rovaniemi, ha consentito di effettuare un’attività di ricerca direttamente sul campo, con contatti sia con professori di Diritto Penale, sia con dipendenti della Criminal Sanction Agency; ciò ha permesso di avere una prospettiva più diretta del sistema delle misure alternative, le quali costituiscono uno dei fattori che più hanno permesso alla Finlandia di ridurre il tasso di detenuti. Gli spunti dottrinali offerti da autori quali Tapio Lappi-Seppälä, Patrick Törnudd e Nils Christie, per citarne solo alcuni, hanno offerto una visione relativa a quelle che sono le teorie della pena che sorreggono l’intero ordinamento penale finlandese e che hanno in gran parte inciso sulla possibilità di mettere in atto in maniera effettiva ed efficace le riforme che si sono susseguite a partire dagli anni ’70. Un capitolo è stato dedicato alla mediazione in materia penale in Finlandia, in considerazione dell’ampia diffusione della stessa sul territorio nazionale e della sua istituzionalizzazione per mezzo di una normativa dedicata, che, in considerazione dei suoi possibili effettivi deflativi, si presta come strumento di lotta al sovraffollamento. Le soluzioni adottate dalla Finlandia non necessariamente rappresentano possibili strategie politico-criminali da attuare anche nel nostro Paese, considerate le forti differenze politiche e culturali tra i due Paesi. Tuttavia molto c’è da imparare da un Paese che, in presenza di una situazione di sovraffollamento di gran lunga più seria di quella in cui versa attualmente l’Italia, ha saputo, per mezzo di riforme guidate da un ampio consenso politico, diventare un modello di good practice per tutti gli Stati europei ancora afflitti dalla “questione” carceraria. Un ringraziamento speciale va alla professoressa Utriainen della University of Lapland di Rovaniemi e a Joona Mervi, responsabile del Community Sanctions Office di Kemi, per l'enorme supporto ricevuto durante la mia attività di ricerca

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Parole chiave

diritti umani
finlandia
carcere
misure alternative
dignità
mediazione penale
sovraffollamento carceri
sovraffollamento

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