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Tra l'Aura e lo Choc: le possibilità dell'arte nel pensiero di W. Benjamin e Th. W. Adorno

Perché parlare proprio di questi due filosofi in un mondo in cui il discorso sull'esperienza estetica sembra ormai obsoleto? In realtà vale la pena soffermarsi sulle riflessioni di entrambi perché forniscono importanti contributi e spunti di riflessione sulla percezione, sull'estetizzazione, il legame tra l'arte e la riproducibilità tecnica, l'industria culturale.
“Nel pensiero di Benjamin come in quello di Adorno, sebbene con modalità di indagine e obiettivi in parte diversi, l'estetico e l'esperienza estetica vengono ad assumere un peso e un ruolo che vanno oltre ogni semplice attribuzione di qualche valore sensibile-percettivo o apparente o artistico a un qualsiasi oggetto.. L'estetico ha il ruolo di indicatore specifico di una teoria dell'esperienza storica e di nuovi orizzonti tecnici e politici (Benjamin), o di un'attitudine critica di arte e filosofia”.
Nelle pagine seguenti si prenderanno in esame in particolare “L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica”, saggio di Benjamin del 1936, il cui tema fondamentale è “il paradigma filosofico che definisce l’opera d’arte nell’età della tecnica”.
Insistendo sul tema della tecnica e del momento percettivo e fruitivo dell'opera, Benjamin espone i suoi nuovi concetti della teoria dell'arte con lo scopo di utilizzarli per esigenze rivoluzionarie nella politica culturale. In sostanza, l'estetica può subire un processo di politicizzazione tale che sia in grado di produrre una reale presa di coscienza e l'esercizio della funzione critica? E inoltre; sarà in grado, l'arte, di svolgere non solo la sua funzione critica ma anche quella militante, ovvero la prefigurazione e l'avvio del processo rivoluzionario della società stessa?
Questi temi, dall'indiscusso fascino, interessarono per la quasi totalità della sua vita anche Theodor Adorno il quale, prima sotto l'influsso di Benjamin e, come si è visto, successivamente in aperto dissidio con lui, si è interrogato sulle specificità dell'arte moderna. La Teoria estetica, opera postuma e incompiuta, “è il compimento di tutta l'avventura che la filosofia di Adorno ha affrontato passando attraverso la politica, la sociologia e la filosofia teoretica. Solo l'arte può venire incontro all'esigenza di contrapporsi al mondo odierno, fondato sull'identità assoluta e sull'esclusione del diverso, ferito dalle traumatizzanti esperienze storiche del Novecento. La filosofia, passando attraverso la dialettica negativa, cede il testimone all'arte, si affida ad essa. L'arte e la filosofia rivendicano la loro necessaria complementarietà”.
Dal confronto tra i due filosofi emergeranno l'attualità delle loro posizioni e intuizioni in un'epoca in cui anche i prodotti artistici sono inseriti nelle dinamiche di mercato e concorrenza imposte dal capitalismo economico.

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1 R. Wiggershaus, Die Frankfurter Schuke (1986), La scuola di Francoforte , trad. it. P. Amari ed E. Grillo, Torino, Bollati Boringhieri, 1992, pp. 36-37. Intr oduz i one : B e njami n, Ador no e l a Sc uol a di F r anc ofor te L a dom e ni c a de l 22 gi ugno 1924, a l l e 11 a nt i m e ri di a ne , ne l l 'Aul a Ma gna de l l 'Uni ve rsi t à di Fra nc ofort e , su i ni z i a t i va di una c e rc hi a di gi ova ni st udi osi , na sc e l 'Ist i t ut o pe r l a R i c e rc a Soc i a l e , m e gl i o not o c om e Sc uol a di Fra nc ofort e , c om e fonda z i one pri va t a de l l 'Uni ve rsi t à . Ne l l 'i nt e nt o de i fonda t ori vi è l o st udi o de l l a st ori a e l a t e ori a de l m ovi m e nt o ope ra i o, l 'i nt e ra z i one t ra a m bi t i e c onom i c i , c ul t ura l i e l e t t e ra ri de l l a soc i e t à e l e sue l i ne e di svi l uppo; sost a nz i a l m e nt e l 'i nt e nt o è que l l o di proporre una t e ori a c ri t i c a de l l a soc i e t à . Al l a di re z i one de l l 'i st i t ut o è c hi a m a t o C a rl Grünbe rg, profe ssore ordi na ri o di di ri t t o e sc i e nz e pol i t i c he pre sso l 'Uni ve rsi t à di Vi e nna , c he ne ri m a se a c a po fi no a l 1929. I c om pi t i c he l 'Ist i t ut o si propone sono be n c hi a ri e d e vi de nt i gi à da l di sc orso i na ugura l e di c ui qui è ri port a t o un e st ra t t o: “ V oi t ut t i sape t e , si gnore e si gnori , e c i asc uno di noi l o av v e rt e ogni gi orno sul l a propri a pe l l e , c he noi v i v i amo i n un' e poc a di t ransi zi one (…). V i sono pe ssi mi st i c he di f ront e a t ant e c ose c he si of f usc ano e sv ani sc ono (…) si aggi rano i norri di t i e st upe f at t i t ra l e mac e ri e c he i l proc e sso di t rasf ormazi one l asc i a di e t ro di sé . In e sse non v e dono sol t ant o l e mac e ri e de l l oro mondo, ma l e mac e ri e de l mondo i n ge ne re . C i ò c he sc orgono non l o v e dono c ome l ' e sauri rsi di c i ò c he è nat o, si è sv i l uppat o e d è gi unt o a mat urazi one i n mani e ra st ori c ame nt e c ondi zi onat a e c he appunt o pe rc i ò de v e sc ompari re , ma c ome l a mort e e i l di sf ac i me nt o i n sé (…). In re al t à c i ò c he a l oro manc a è l a c ompre nsi one de l l ' e sse nza de l l a v i t a, ma a be n guardare anc he l a v ol ont à di v i v e re . E pe rc i ò e ssi non possono e sse re mae st ri e gui de , c ome v ol e nt i e ri de si de re re bbe ro (…). Ma ol t re ai pe ssi mi st i c i sono anc he gl i ot t i mi st i . E ssi non c re dono né al t ramont o de l l a c i v i l t à oc c i de nt al e o de l mondo c i v i l e st e sso, né angosc i ano se st e ssi e gl i al t ri di f ront e a t al i prospe t t i v e (…). B asandosi sul l ' e spe ri e nza st ori c a, e ssi v e dono sorge re al post o di una f orma di c i v i l t à i n di sgre gazi one un' al t ra f orma di spe c i e supe ri ore (…). C ome be n sape t e , anc h' i o c ondi v i do que st a c onc e zi one . Sono anc h' i o un' av v e rsari o de l l ' ordi ne soc i al e , e c onomi c o e gi uri di c o c he c i è st at o st ori c ame nt e t ramandat o, e sguac e de l marx i smo 1.” Ma , qua ndo a c a usa de i c ost a nt i probl e m i di sa l ut e , l a di re z i one pa ssa a Ma x Horkhe i m e r, i l c a m bi o di rot t a ne l l e l i ne e di pe nsi e ro de l l a sc uol a è pa l e se ; Horkhe i m e r 4

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Filosofia

Autore: Giuliana Bozzi Contatta »

Composta da 101 pagine.

 

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