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Musica Sacra e Profana nel Purgatorio

Informazioni tesi

  Autore: Marco Bottamini
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2014-15
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lettere
  Relatore: Giuseppe Ledda
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 49

Questa tesi di laurea triennale tratta delle forme musicali che si ritrovano nel Purgatorio di Dante. In particolare, vengono analizzate le differenze tra le apparizioni musicali profane e quelle sacre nella cantica centrale della Commedia.

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INTRODUZIONE Il Purgatorio è il regno che precede il Paradiso. La sua esistenza fu ratificata dal Concilio di Lione nel 1274, ma luogo e assetto del regno rimasero indefiniti. Fu proprio Dante a dare per primo un volto a questo regno ultraterreno: una grande montagna, generatasi in seguito alla caduta di Lucifero e alla formazione della voragine infernale, dove le anime peccatrici ma pentite dei loro peccati, purgano il loro animo prima di accedere al Paradiso 1 . La montagna è suddivisa in sette cornici, una per ognuno dei sette vizi capitali, e in ogni cornice i penitenti purgano le loro anime con pene che corrispondono ai loro peccati terreni. Queste pene sembrano ricordare quelle infernali, ma la grande differenza è nello spirito con cui vengono accolte: mentre nell'inferno le sofferenze sono eterne e ineluttabili, nel Purgatorio sono vissute con spirito di sacrificio e fede, in quanto sofferenze temporanee e necessarie ad accedere ai cieli. Il tempo di permanenza dei penitenti nel Purgatorio è variabile, a seconda di quante e quali colpe devono scontare, e in base alle preghiere di suffragio rivolte loro dai vivi. Sembra però esserci un “supplemento” di pena per alcune anime che non possono ancora accedere alla montagna: ad essi è riservato l'Antipurgatorio, dove queste anime devono sostare prima di accedere al Purgatorio vero e proprio. Queste anime si possono dividere in quattro gruppi, i morti scomunicati, che devono attendere trenta volte il tempo che sono stati ribelli alla Chiesa; i pigri a pentirsi, che devono trascorrere l'equivalente del tempo della loro vita; i morti di morte violenta e i principi negligenti, che devono attendere entrambi un tempo indefinito 2 . Questo elaborato nasce dall'interesse per la musica in tutti i suoi aspetti, e la scelta è ricaduta sul Purgatorio in quanto rappresenta in modo eminente la musica instrumentalis del tempo di Dante, la sua estrema familiarità con la scena musicale del Due-Trecento, e permette perciò di indagare quali fossero le abitudini musicali nella Firenze – e in generale nell'Italia – del Basso medioevo, cosa che nelle altre due cantiche non è possibile analizzare, in quanto l'Inferno rappresenta l'anti-musica, e il Paradiso l'ineffabilità della musica humana e mundana. In particolare, l'elaborato intende soffermarsi sugli esempi musicali presenti nella cantica centrale della Commedia, analizzando i principali passi in cui il tema è presente. Nello specifico, il capitolo I offre una panoramica generale del senso di musica nel Medioevo, e si sofferma sul canto II, dove compare il primo esempio musicale, la rappresentazione del salmo 'In exitu Isräel de Aegypto', e dove Casella compie la performance di 'Amor che ne la mente mi ragiona'; i due esempi di canto sacro e profano verranno comparati, e verrà analizzata la questione sul significato critico e 1 Vd LE GOFF, La nascita del Purgatorio, Torino, Einaudi, 1982. 2 Per un'analisi più approfondita, consultare il sito http://divinacommedia.weebly.com/antipurgatorio.html. 2

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