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Motivi ornitologici nella letteratura barocca in Polonia

Espressione di una cultura legata alla terra, la letteratura polacca del periodo barocco, che va dalla fine del XVI ai primi decenni del XVIII secolo, riflette per molti versi l’intensità del rapporto della nobiltà polacca con la natura e con gli uccelli. La szlachta era in larga misura costituita da piccoli possidenti la cui vita, scandita dal lavoro dei contadini e dall’alternarsi delle stagioni, si svolgeva a stretto contatto con l’ambiente naturale. La caccia figurava tra le occupazioni preferite dello szlachcic e se i magnati e gli aristocratici più facoltosi si esercitavano nella nobile ars venandi cum avibus, la falconeria, non mancavano gli appassionati che si dedicavano all’uccellagione...

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INTRODUZIONE Espressione di una cultura legata alla terra, la letteratura polacca del periodo barocco, che va dalla fine del XVI ai primi decenni del XVIII secolo, riflette per molti versi l’intensità del rapporto della nobiltà polacca con la natura e con gli uccelli. La szlachta era in larga misura costituita da piccoli possidenti la cui vita, scandita dal lavoro dei contadini e dall’alternarsi delle stagioni, si svolgeva a stretto contatto con l’ambiente naturale. La caccia figurava tra le occupazioni preferite dello szlachcic e se i magnati e gli aristocratici più facoltosi si esercitavano nella nobile ars venandi cum avibus, la falconeria, non mancavano gli appassionati che si dedicavano all’uccellagione. Ad ogni modo, comunque fossero praticate, le attività venatorie finalizzate alla cattura degli uccelli richiedevano una profonda conoscenza delle abitudini di questi animali. E’ uno stato di cose che si riflette nella letteratura e non solo nei numerosi trattati di economia domestica che dovevano istruire lo szlachcic nella gestione della propria «azienda» o nei numerosi componimenti poetici che decantavano i piaceri delle battute di caccia, ma anche in generi quali la favola o l’epigramma, che nell’elogiare le virtù dell’uomo e nel condannarne i difetti e l’immoralità prendevano a modello il comportamento degli uccelli. E se è pur vero che raramente mancavano riferimenti alle opere letterarie dell’antichità, nè si ardiva mettere in dubbio l’indiscussa autorità dei naturalisti greci e latini, più spesso il poeta ziemianin traeva ispirazione dalla propria esperienza di cacciatore, di falconiere, di allevatore. Diverso è il ruolo svolto dagli uccelli nell’ambito della literatura kunsztowna, letteratura raffinata, di maniera, espressione di un ambiente cortese. Avvezzo ai fasti della corte, formatosi nella convenzionalità dei salotti, il letterato cortigiano oppone all’informe e asimmetrica armonia della natura la sua visione di un mondo plasmato e cesellato dall’azione estetizzante della sua penna. Rinchiusi in un’elegante e pregiata voliera,

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Fabrizio Passaretti Contatta »

Composta da 100 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1088 click dal 20/03/2004.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.