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Il desiderio di narrarsi attraverso il gioco: una proposta ludica

Informazioni tesi

  Autore: Andrea Giommoni
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2015-16
  Università: Pontificia Università Salesiana
  Facoltà: Scienze dell'Educazione
  Corso: Scienze dell'educazione e della formazione
  Relatore: Pierangelo Bordignon
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 63

Il presente studio nel cercare di analizzare alcuni elementi che fan parte della natura umana quali il desiderio di comunicare e più in particolare quello di narrarsi, prova a cogliere i legami tra questi aspetti e l'attività ludica.
Nel primo capitolo partendo da tre esempi che definiscono l'ambito antropologico di studio, si ripercorre il significato del desiderio dell'uomo verso un suo simile e come esso venga a costituirsi in un linguaggio, il sistema simbolico che fonda la relazione e la comunicazione tra gli esseri umani.
Il secondo capitolo affronta il tema della narrazione. Di essa si approfondisce sia l'importanza storica che lo studio delle concrete modalità in cui si esplica. Ci si sofferma su come l'uomo preferisca narrare tematiche drammatiche e come nella narrazione ci siano sempre aspetti soggettivi che influenzano quest'attività.
Il terzo capitolo è dedicato al gioco: all'inizio del capitolo si compie una breve panoramica storica dell'attività ludica per poi soffermarsi sugli elementi che la caratterizzano secondo i più importanti approcci degli studiosi moderni e contemporanei.
Nell'ultimo capitolo partendo dallo studio di alcuni giochi già in commercio, si descrive e si analizza una nuova proposta ludica che vuole sperimentalmente dare corpo al desiderio di narrarsi.

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13 Introduzione Se facciamo una ricerca per capire chi è l'autore del detto: «Si può scoprire di piø su una persona in un'ora di gioco che in un anno di conversazione» 1 , troveremo che in molti siti Internet, compresi alcuni di divulgazione scientifica 2 , questo aforisma viene attribuito a Platone. Se tuttavia approfondiamo la ricerca per capire in che testo o in che occasione sia stata affermata questa frase, scopriremo che essa non risulta esser mai stata pronunciata dall'illustre ateniese. Evidentemente il messaggio che il gioco sia piø efficace della conversazione per conoscere una persona è talmente importante da poter passare come un detto di un filosofo della caratura di Platone. Ma per quale motivo? Partendo da questo spunto capiamo quanto sia necessario chiarire i termini del rapporto tra gioco e conversazione attraverso un’attenta indagine scientifica che non può prescindere da uno approfondimento sulla natura dell'uomo e specialmente sulla relazione con i propri simili. Facendo un esempio, quando raccontiamo ad altre persone ciò che c'è capitato nel corso di una giornata, intuiamo che questa particolare attività crea un rapporto di stretta relazione tra chi parla e chi ascolta. Ma è interessante chiederci cosa spinga l'uomo a comunicare, quale sia il fondamento del linguaggio e che particolare ruolo abbia la narrazione, tematiche che affronteremo nel corso dello studio. Tornando all'esempio, se osserviamo il modo in cui raccontiamo un episodio del passato ci accorgiamo che chi narra rielabora le storie aggiungendo od omettendo particolari che spesso non trovano un riscontro oggettivo dell'evento. In sostanza, quando narriamo, siamo soliti aggiungere elementi soggettivi, punti di vista diversi, aspetti di fantasia, frutto dell'elaborazione umana. Questa attività si avvicina molto al "far finta di" tipico della narrazione infantile che ritroviamo nell'attività ludica. A questo punto ci 1 G.Ghioni in Bartezzaghi:"La letteratura è in continua relazione con la sfera del gioco", 13.06.2016, http://www.illibraio.it/stefano-bartezzaghi-gioco-intervista-369036/ [visitato il: 28.06.2016] 2 E.Peres in Gioco, 2005,http://www.treccani.it/enciclopedia/gioco_(Enciclopedia-dei-ragazzi)/ [visitato il: 15.06.2016].

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