Stato di necessità e obblighi finanziari internazionali: la crisi greca

Nell’ultimo decennio si è assistito alla nascita di una grave crisi economica, le cui cause sono tutt’ora oggetto di studio da parte della scienza economica, che ha messo in seria difficoltà le economie di diversi paesi e la stabilità del sistema economico internazionale. Fra le cause della sua rapida diffusione sono sicuramente presenti, da un lato, la trama di relazioni economiche che intercorrono fra i diversi paesi della comunità internazionale, dall’altro, l’elevato numero di soggetti che, indipendentemente dal possesso formale della personalità giuridica internazionale, operano al di fuori dei confini nazionali, intrattenendo relazioni, talvolta di grande spessore economico, con diversi soggetti e non di rado direttamente con gli Stati. Quest’ultimi essendo spesso parti contraenti di accordi internazionali, costituenti la fonte di oneri di natura economica, versando in stato di crisi hanno adottato, nel rispetto della norma “pacta sunt servanda”, scelte politiche volte all’adempimento di tali oneri, riducendo o talvolta privando i propri sudditi di diversi dei diritti umani fino a quel momento tutelati (parte del cd. Welfare). La dottrina, nell’affrontare tale tipologia di fattispecie, si è quindi dibattuta, tra le altre questioni che vengono qui in rilievo, anche sulla problematica inerente la possibilità per tali stati di invocare, in presenza di determinate condizioni, lo “Stato di Necessità” per giustificare la violazione degli obblighi finanziari loro incombenti in virtù di norme giuridiche internazionali di natura pattizia. In tale studio analizzeremo quindi lo “stato di necessità”, osservando la sua natura giuridica, la struttura e le caratteristiche, con particolare riferimento alla sua applicazione nell’ordinamento giuridico internazionale. Successivamente prenderemo in considerazione gli obblighi finanziari internazionali esaminandone, fra quelli più diffusi, la fonte, la natura giuridica, i soggetti tipicamente coinvolti, e le caratteristiche più controverse. Guarderemo dunque, alla luce di quanto emerso nel corso dell’argomentazione, l’attuale situazione politico economica della Grecia (cd. Caso greco) analizzando, sotto il profilo giuridico, gli accordi internazionali firmati, i vincoli da essi nascenti, e accertando se ed entro quali limiti sia possibile applicare, nel caso analizzato, lo “stato di necessità”. Pur non essendo direttamente oggetto di critica le scelte di politica economica adottate nel caso concreto dedicheremo, durante il corso della trattazione, spazio al delicato problema del rispetto dei diritti umani, con specifico riferimento alla compatibilità delle misure adottate nel caso concreto con gli obblighi del diritto internazionale dei diritti umani incombenti sullo Stato ellenico.

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4 INTRODUZIONE Nell’ultimo decennio si è assistito alla nascita di una grave crisi economica, le cui cause sono tutt’ora oggetto di studio da parte della scienza economica, che ha messo in seria difficoltà le economie di diversi paesi e la stabilità del sistema economico internazionale. Fra le cause della sua rapida diffusione sono sicuramente presenti, da un lato, la trama di relazioni economiche che intercorrono fra i diversi paesi della comunità internazionale, dall’altro, l’elevato numero di soggetti che, indipendentemente dal possesso formale della personalità giuridica internazionale, operano al di fuori dei confini nazionali, intrattenendo relazioni, talvolta di grande spessore economico, con diversi soggetti e non di rado direttamente con gli Stati. Quest’ultimi essendo spesso parti contraenti di accordi internazionali, costituenti la fonte di oneri di natura economica, versando in stato di crisi hanno adottato, nel rispetto della norma “pacta sunt servanda”, scelte politiche volte all’adempimento di tali oneri, riducendo o talvolta privando i propri sudditi di diversi dei diritti umani fino a quel momento tutelati (parte del cd. Welfare). La dottrina, nell’affrontare tale tipologia di fattispecie, si è quindi dibattuta, tra le altre questioni che vengono qui in rilievo, anche sulla problematica inerente la possibilità per tali stati di invocare, in presenza di determinate condizioni, lo “Stato di Necessità” per giustificare la violazione degli obblighi finanziari loro incombenti in virtù di norme giuridiche internazionali di natura pattizia. In tale studio analizzeremo quindi lo “stato di necessità”, osservando la sua natura giuridica, la struttura e le caratteristiche, con particolare riferimento alla sua applicazione nell’ordinamento giuridico internazionale. Successivamente prenderemo in considerazione gli obblighi finanziari internazionali esaminandone, fra quelli più diffusi, la fonte, la natura giuridica, i soggetti tipicamente convolti, e le caratteristiche più controverse.

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Giuseppe Arnone Contatta »

Composta da 132 pagine.

 

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