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La coltura in vitro di apici meristematici: la micropropagazione del carciofo "Spinoso sardo" come tecnica di risanamento e moltiplicazione in vitro di germoplasma infetto dal virus TSWV (Tomato-spotted-wilt-virus)

In Sardegna lo stato sanitario del germoplasma di carciofo "Spinoso sardo" è ormai da parecchi anni compromesso da infezioni virali indotte da diversi virus, quali principalmente TSWV (tomato spotted wilt virus), ArLV (Artichoke latent virus) e AILV (Artichoke Italian latent virus) che compromettono dal punto di vista qualitativo e produttivo le carciofaie isolane. Non essendoci allo stato attuale nessuna strategia di lotta contro tali gli agenti infettivi, l'unica "arma" a favore degli agricoltori rimane quella della difesa chimica preventiva contro i principali vettori di tali virus.
Una soluzione auspicabile potrebbe essere rappresentata dall'impiego di materiale risanato che andrebbe a costituire i nuovi impianti: a tal proposito la micropropagazione del carciofo "Spinoso sardo" si inserisce in questo contesto, riuscendo ad offrire una validissima alternativa alla lotta chimica preventiva e, attraverso la coltura in vitro di apici meristematici, ottenere germoplasma virus esente da utilizzare per l'impianto di nuove carciofaie.
Da diversi anni l'Agenzia Regionale AGRIS Sardegna, in collaborazione con l'Agenzia LAORE, ha avviato diversi programmi di rinnovamento del germoplasma, mediante l'immissione e la cessione gratuita di materiale vegetale di carciofo, "Spinoso sardo", selezionato e risanato; attraverso i suoi laboratori e le sue aziende sperimentali quindi ha dato vita ad una massiva ed ampia diffusione nelle diverse zona cinaricole regionali.
La presente tesi sperimentale si pone come obiettivo principale l'ottenimento di materiale vegetale risanato dal virus Tomato spotted wilt virus (TSWV), attraverso la coltura in vitro di apici meristematici di dimensioni inferiori allo 0,5 mm, condizione inderogabile ed essenziale per l'ottenimento di percentuali di risanamento accettabili.

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8 RIASSUNTO In Sardegna lo stato sanitario del germoplasma di carciofo “Spinoso sardo” è ormai da parecchi anni compromesso da infezioni virali indotte da diversi virus, quali principalmente TSWV (tomato spotted wilt virus), ArLV (Artichoke latent virus) e AILV (Artichoke Italian latent virus) che compromettono dal punto di vista qualitativo e produttivo le carciofaie isolane. Non essendoci allo stato attuale nessuna strategia di lotta contro tali gli agenti infettivi, l’unica “arma” a favore degli agricoltori rimane quella della difesa chimica preventiva contro i principali vettori di tali virus. Una soluzione auspicabile potrebbe essere rappresentata dall’impiego di materiale risanato che andrebbe a costituire i nuovi impianti: a tal proposito la micropropagazione del carciofo “Spinoso sardo” si inserisce in questo contesto, riuscendo ad offrire una validissima alternativa alla lotta chimica preventiva e, attraverso la coltura in vitro di apici meristematici, ottenere germoplasma virus esente da utilizzare per l’impianto di nuove carciofaie. Da diversi anni l’Agenzia Regionale AGRIS Sardegna, in collaborazione con l’Agenzia LAORE, ha avviato diversi programmi di rinnovamento del germoplasma, mediante l’immissione e la cessione gratuita di materiale vegetale di cloni di carciofo, “Spinoso sardo” micropropagato, selezionato e risanato; attraverso i suoi laboratori e le sue aziende sperimentali ha quindi dato vita ad una massiva ed ampia diffusione nelle diverse zona cinaricole regionali. La presente tesi sperimentale si pone come obiettivo principale l’ottenimento di materiale vegetale risanato dal virus Tomato spotted wilt virus (TSWV), attraverso la coltura in vitro di apici meristematici di dimensioni inferiori a 0,5 mm, condizione inderogabile ed essenziale per l’ottenimento di percentuali di risanamento accettabili.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Biomediche

Autore: Davide Sanna Contatta »

Composta da 72 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 191 click dal 14/09/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.