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Voce e luoghi nel Galateo in Bosco di Andrea Zanzotto

Informazioni tesi

  Autore: Veronica Libori
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2015-16
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lettere Moderne
  Relatore: Stefano Ghidinelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 42

Argomento di questa tesi è il Galateo in Bosco di Andrea Zanzotto, e nello specifico l’analisi di alcune tematiche e tendenze presenti nel testo.
L’elaborato inizia analizzando la centralità della tematica di luogo, in questo caso la scelta di un bosco reale - quello del Montello - all’interno del quale ambientare la raccolta. La presenza della selva, che indubbiamente rimanda ad una ben precisa tradizione letteraria, non è casuale: il Galateo ci mostra un “bosco-rivelazione” dalle caratteristiche a tratti dantesche, a tratti tipicamente moderne.
Il concetto di non-luogo - anche se declinato diversamente dalle iniziali teorie di Augé - diventa centrale nella parte finale del primo capitolo, che si concentra sull’analisi di Gnessulògo, in particolare sull’utilizzo che Zanzotto fa in questa poesia degli avverbi.
La parte più tecnica della tesi viene sviluppata nel secondo capitolo, che presenta una analisi retorica e linguistica di alcuni punti focali del libro. L’attitudine citazionistica del Galateo fa sì che l’opera, oltre ad aggiungersi in questo modo alle sperimentazioni compiute dalle neoavanguardie, proponga al lettore materiali eterogenei. Lo studio dell’intertestualità della raccolta porta alla luce tentativi di creazione di un linguaggio pre-linguistico, prelievi dal mondo dei fumetti, della musica, della filosofia, della pubblicità, delle discipline specialistiche (come le neuroscienze).
Da qui, l’analisi procede presentando alcuni esempi dell’utilizzo degli inserti iconografici: i segni extraverbali sono cospicui (trattini, disegni, parole mancanti, divieti di circolazione e, in generale, un ben preciso utilizzo delle possibilità tipografiche del testo che rimanda, ancora una volta, alle posizioni delle avanguardie) e giustificano nel Galateo il tentativo di creare dei deficit verbali, degli improvvisi spazi di silenzio e non-detto all’interno delle poesie.
Il terzo ed ultimo capitolo, infine, vuole principalmente riportare il discorso sui contenuti semantici del Galateo, senza però abbandonare l’analisi sintattica e morfologica dei componimenti. L’influenza di letture sulla psicanalisi si fa evidente in alcuni versi del libro, ed il rapporto tra soggetto scrivente e leggente passa in primi piano. La voce, e con essa le varie posizioni dell’io lirico all’interno delle singole poesie, è una categoria testuale che Zanzotto, a partire dagli anni Sessanta, declina diversamente da gruppi delle nuove avanguardie poetiche, pur rimanendo in linea con tendenza di forte sperimentalismo.

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  Introduzione      Argomento di questa tesi è il ​ Galateo in Bosco di Andrea Zanzotto, e nello specifico                               l’analisi di alcune tematiche e tendenze presenti nel testo.  Al momento della scelta dell’autore, a giustificare la decisione di approfondire la                         conoscenza di Andrea Zanzotto è stato il mio interesse per la poesia italiana                           contemporanea, soprattutto se di tipo sperimentale ed in diretto rapporto con le                         neoavanguardie. Il ​ Galateo in Bosco ​ , in particolare, oltre a contenere in gran numero di                             icone, indicazioni stradali, disegni ­ e permettere così un’interessante analisi                     dell’utilizzo dell’iconismo nella raccolta ­ è inoltre un libro sicuramente dotato di un                           carattere “interattivo”, una caratteristica testuale che ritengo tipicamente novecentesca.                   Il lettore, infatti, è chiamato in gioco dalle poesie: non soltanto deve orientarsi                           all’interno di un bosco che, vedremo, spesso è simile ad un labirinto, ma deve inoltre                               saper individuare ed interpretare i molti rimandi letterari e non che incontra, e saperli                             comprendere alla luce di una rottura del sistema grafico tradizionale.  L’elaborato inizia analizzando la centralità della tematica di luogo, in questo caso la                           scelta di un bosco reale ­ quello del Montello ­ all’interno del quale ambientare la                               raccolta. La presenza della selva, che indubbiamente rimanda ad una ben precisa                         tradizione letteraria, non è casuale: il ​ Galateo ci mostra un “bosco­rivelazione” dalle                         caratteristiche a tratti dantesche, a tratti tipicamente moderne.  Con il procedere della lettura, si incontrano sempre più frequenti deviazioni, periodi                         spezzati e sentieri interrotti: il rapporto tra luogo e soggetto si complica e la selva del                                 Montello inizia ad assumere le caratteristiche di un labirinto. Il concetto di ​ non­luogo ­                             anche se declinato diversamente dalle iniziali teorie di Augé ­ diventa centrale nella                           parte finale del primo capitolo, che si concentra sull’analisi di ​ Gnessulògo ​ , in                         particolare sull’utilizzo che Zanzotto fa in questa poesia degli avverbi.  La parte più tecnica della tesi viene sviluppata nel secondo capitolo, che presenta una                             analisi retorica e linguistica di alcuni punti focali del libro. L’attitudine citazionistica del                           Galateo fa sì che l’opera, oltre ad aggiungersi in questo modo alle sperimentazioni                           3 

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Parole chiave

letteratura italiana
linguistica
voce
avanguardia
retorica
poesia contemporanea
tipografia
non luogo
poesia sperimentale
andrea zanzotto

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