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Estetiche e iconografie degeneri alle origini della cultura pop contemporanea. Corpi, media e provocazione.

Gli abiti caratterizzano, distinguono, identificano, trasformano, rendono significante il corpo. Desiderio di unicità, ribellione, nuove identità, i rigidi confini di genere che vengono meno: questo raccontano i vestiti, ma anche il make up, i tagli di capelli. Dandy, mod, hippie, punk: figure e mode degeneri che compiono drastiche cesure con il passato, che si sentono libere di adottare pratiche estetiche dissonanti dai modelli della cultura dominante. La moda soprattutto dagli anni Sessanta ha saputo cogliere lo spirito dei tempi, proponendo innovazioni rivoluzionarie come i pantaloni per le donne, la minigonna, l’unisex, il power dressing. Cambiamenti e rivoluzioni vestimentarie che hanno messo in discussione confini ritenuti naturali, il binarismo di genere e ruoli dati per scontati. Dal dandy fino ad arrivare agli eccessi del glam rock e ai vari stili della postmodernità il genere è diventato sempre più fluido. Viviamo in un’era confusa, in cui regna un modo di concepire il corpo secondo il gusto individuale: età, genere, ruoli, valori, tutto ciò che contraddistingue una cultura perde il proprio confine.

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In copertina: Richard Hamilton, Just What Is It That Makes Today’s Homes So Different, So Appealing? (1956)

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: DIPARTIMENTO DI SCIENZE DELLA FORMAZIONE, PSICOLOGIA, COMUNICAZIONE

Autore: Valentina Sanna Contatta »

Composta da 166 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.