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L'identificazione del carbonizzato

Informazioni tesi

  Autore: Fabio Faella
  Tipo: Tesi di Specializzazione/Perfezionamento
Specializzazione in Antropologia e odontologia forense
Anno: 2014
Docente/Relatore: Antonio Della Valle
Istituito da: Università degli Studi di Foggia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 90

Le problematiche identificative di resti umani rappresentano un rilevante capitolo della medicina legale e della giustizia del nostro Paese, erroneamente sottovalutate poiché si ritiene, a torto, che sia piuttosto raro il “dovere” di identificare un cadavere o poter omettere l’identificazione di una salma rinvenuta e di cui non sia stata indicata la reale identità.

Secondo l’ultimo censimento, infatti, curato dall’Ufficio del Commissario Straordinario del Governo per le persone scomparse, negli ultimi dieci anni si sono verificati circa 50 casi all’anno di resti umani senza nome, per un totale di 1.258 cadaveri non identificati censiti a partire dal 1972.

Tale provvida informazione è di sicuro da una parte confortante perché si scorge la necessità di una volontà di rimediare o ancor di più di affrontare i problemi; dall’altra, invece, per gli addetti ai lavori è solo realisticamente la constatazione che il problema è divenuto così rilevante che continuare a tacere risulterebbe solo un “reato” e di conseguenza al fine di tutelare le proprie posizioni di responsabilità si creano in modo finalistico dei fantomatici “registri” che a nulla servono se non a creare una eventuale coscienza del cittadino che lo Stato è presente sul problema e non “latita”.

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3 CAPITOLO I L’IDENTIFICAZIONE DEI RESTI UMANI I.1 Problematiche identificative Le problematiche identificative di resti umani rappresentano un rilevante capitolo della medicina legale e della giustizia del nostro Paese, erroneamente sottovalutate poiché si ritiene, a torto, che sia piuttosto raro il “dovere” di identificare un cadavere o poter omettere l’identificazione di una salma rinvenuta e di cui non sia stata indicata la reale identità. Ovviamente così non è! Secondo l’ultimo censimento, infatti, curato dall’Ufficio del Commissario Straordinario del Governo per le persone scomparse, negli ultimi dieci anni si sono verificati circa 50 casi all’anno di resti umani senza nome, per un totale di 1.258 cadaveri non identificati censiti a partire dal 1972. I dati sono riferiti al 30 aprile 2014 e sono pubblicati sul registro generale dei cadaveri non identificati a cura del Ministero dell’Interno. Tale provvida informazione è di sicuro da una parte confortante perché si scorge la necessità di una volontà di rimediare o ancor di più di affrontare i problemi; dall’altra, invece, per gli addetti ai lavori è solo realisticamente la constatazione che il problema è divenuto così rilevante che continuare a tacere risulterebbe solo un “reato” e di conseguenza al fine di tutelare le proprie posizioni di responsabilità si creano in modo finalistico dei fantomatici “registri” UNIFG - ANTROPOLOGIA E ODONTOLOGIA FORENSE - L'identificazione del carbonizzato - A.A. 2013-2014 - Fabio Faella

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Parole chiave

identificazione
dattiloscopia
incendio
antropologia forense
genetica forense
radiologia forense
carbonizzato
disastri di massa
odontologia forense
resti umani

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