Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

L'identificazione del carbonizzato

Le problematiche identificative di resti umani rappresentano un rilevante capitolo della medicina legale e della giustizia del nostro Paese, erroneamente sottovalutate poiché si ritiene, a torto, che sia piuttosto raro il “dovere” di identificare un cadavere o poter omettere l’identificazione di una salma rinvenuta e di cui non sia stata indicata la reale identità.

Secondo l’ultimo censimento, infatti, curato dall’Ufficio del Commissario Straordinario del Governo per le persone scomparse, negli ultimi dieci anni si sono verificati circa 50 casi all’anno di resti umani senza nome, per un totale di 1.258 cadaveri non identificati censiti a partire dal 1972.

Tale provvida informazione è di sicuro da una parte confortante perché si scorge la necessità di una volontà di rimediare o ancor di più di affrontare i problemi; dall’altra, invece, per gli addetti ai lavori è solo realisticamente la constatazione che il problema è divenuto così rilevante che continuare a tacere risulterebbe solo un “reato” e di conseguenza al fine di tutelare le proprie posizioni di responsabilità si creano in modo finalistico dei fantomatici “registri” che a nulla servono se non a creare una eventuale coscienza del cittadino che lo Stato è presente sul problema e non “latita”.

Mostra/Nascondi contenuto.
3 CAPITOLO I L’IDENTIFICAZIONE DEI RESTI UMANI I.1 Problematiche identificative Le problematiche identificative di resti umani rappresentano un rilevante capitolo della medicina legale e della giustizia del nostro Paese, erroneamente sottovalutate poiché si ritiene, a torto, che sia piuttosto raro il “dovere” di identificare un cadavere o poter omettere l’identificazione di una salma rinvenuta e di cui non sia stata indicata la reale identità. Ovviamente così non è! Secondo l’ultimo censimento, infatti, curato dall’Ufficio del Commissario Straordinario del Governo per le persone scomparse, negli ultimi dieci anni si sono verificati circa 50 casi all’anno di resti umani senza nome, per un totale di 1.258 cadaveri non identificati censiti a partire dal 1972. I dati sono riferiti al 30 aprile 2014 e sono pubblicati sul registro generale dei cadaveri non identificati a cura del Ministero dell’Interno. Tale provvida informazione è di sicuro da una parte confortante perché si scorge la necessità di una volontà di rimediare o ancor di più di affrontare i problemi; dall’altra, invece, per gli addetti ai lavori è solo realisticamente la constatazione che il problema è divenuto così rilevante che continuare a tacere risulterebbe solo un “reato” e di conseguenza al fine di tutelare le proprie posizioni di responsabilità si creano in modo finalistico dei fantomatici “registri” UNIFG - ANTROPOLOGIA E ODONTOLOGIA FORENSE - L'identificazione del carbonizzato - A.A. 2013-2014 - Fabio Faella

Tesi di Specializzazione/Perfezionamento

Autore: Fabio Faella Contatta »

Composta da 90 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 97 click dal 21/11/2017.

 

Consultata integralmente una volta.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.