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Benessere e formazione umana: le prospettive della pedagogia sociale

Informazioni tesi

  Autore: Miriam Bonvino
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2016-17
  Università: Università degli Studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara
  Facoltà: Pedagogia
  Corso: Scienze pedagogiche LM85
  Relatore: Elsa Maria Bruni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 110

Questo mio lavoro di tesi nasce da una riflessione sulla condizione di disagio e malessere che caratterizza il nostro tempo. Partendo dalle emergenze della contemporaneità ho cercato di dare rilevanza al tema del benessere e ad alcuni dispositivi formativi che contribuiscono a promuoverlo, attraverso temi quali l’autoefficacia, la resilienza e la riprogettazione esistenziale. Da sempre l’uomo fugge dal dolore in cerca della felicità, che può essere racchiusa sostanzialmente nel raggiungimento di uno stato di benessere, che oggi risulta purtroppo minacciato da incertezza, isolamento e disordine interiore.
La società odierna è continuamente soggetta al cambiamento, perciò risulta difficile all’uomo orientarsi ed interpretare la realtà. L’individuo schiacciato dagli eventi e dai condizionamenti non riesce a risollevarsi e gettare le basi per un nuovo progetto esistenziale. A mio parere è proprio un valido progetto di vita che può aiutare l’uomo a riprendere in mano la sua esistenza, e diventarne il protagonista, senza farsi sopraffare dalle avversità della vita.
Ho articolato il lavoro partendo dalla pedagogia del benessere, definendo il suo prezioso aiuto in ambito formativo, per poi chiarire l’importanza della formazione a misura di persona, la valenza che la formazione assume nel tempo dell’incertezza e della complessità, e di quanto sia utile il “sapere per saper vivere”, soprattutto nella società odierna.
Il secondo capitolo sull’apprendimento tra progetto di vita e cura dell’esistenza, è dedicato alla consapevolezza dell’imparare a vivere per imparare ad essere, a perseguire quella che possiamo definire l’arte di vivere, e alla preziosa cura del sentire e dell’anima per un’esistenza autentica.
Il terzo capitolo tratta a livello pedagogico della sofferenza e del dolore, del prezioso apporto che la pedagogia dell’emergenza si appresta a dispensare nelle situazioni di sofferenza e difficoltà a seguito di eventi traumatici, di come la resilienza sia un’indispensabile forma di riprogettazione esistenziale e infine, di quanto sia importante l’autoefficacia, in termini di benessere esistenziale.
Nel quarto capitolo è stato trattato il legame del benessere e dell’autoefficacia, ho inserito il questionario che ho ideato, sull’autoefficacia percepita nella gestione dei problemi e delle situazioni di sofferenza e dolore, analizzando i diversi dati raccolti e le correlazioni tra i risultati ottenuti dalla mia ricerca.
A chiusura, il quinto ed ultimo capitolo, è dedicato alla formazione secondo una prospettiva interculturale, evidenziando il legame esistente tra la molteplicità ed il benessere del singolo come essere umano parte di una pluralità, dialogica e relazionale, tutti elementi che concorrono alla formazione integrale dell’individuo e del suo potenziale benessere.

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Benessere e formazione umana: le prospettive della pedagogia sociale 1 Introduzione Nella società odierna sentiamo sempre più frequentemente parlare di sofferenze e guasti psicologici che il tempo della contemporaneità infligge agli attori sociali, soprattutto i giovani, maggiormente vittime di incertezza e isolamento. Il presente lavoro di tesi prende spunto proprio da questa condizione di vita, ormai una vera e propria emergenza educativa. Il nostro presente è caratterizzato da un disordine profondo, che ci parla di asfissia spirituale, di analfabetismo emozionale e di assenza di orizzonti da cui attingere un senso per l’esistenza. Questa a cui assistiamo è una condizione che sfortunatamente in alcuni casi, sfocia anche nei gesti più drammatici e disperati, come documentato spesso anche dai casi di cronaca. La società è caratterizzata da un malessere diffuso che include differenti fenomeni, degrado sociale, uso di droghe, disturbi alimentari, disordini comportamentali, incapacità di sopravvivenza, spesso collegati ad episodi di depressione e violenza. La crescita esponenziale dell’individualismo, e la scomparsa di un valido sostegno offerto in tempi passati dalle agenzie di socializzazione, in primo luogo dalle famiglie, si traducono nella perdita di risorse contro le possibili sconfitte e l’aumento del senso di impotenza. L’uomo è schiacciato dai condizionamenti esterni, perde il suo contatto con il contesto di vita e non sa come risollevarsi e gettare le basi per un nuovo progetto esistenziale. Ed è proprio questo a mio parere, la chiave di volta del paradigma post- moderno, un valido progetto di vita che possa aiutare l’uomo a prendere in mano la sua vita, per diventarne il protagonista, e perseguire i propri sogni. L’assenza di un obiettivo così arduo ma al contempo indispensabile, influisce negativamente sull’individuo, finendo col gettarlo nel vortice dell’incertezza, facendogli smarrire la bussola durante il suo viaggio esistenziale, che in assenza di obiettivi, cura, amore, riflessione e solidarietà, risulterebbe un “non-vivere”, un vano tentativo di aggrapparsi allo scorrere del tempo. La cura di sé, la metariflessione e la competenza emozionale sono solo alcune delle strategie preventive, per far fronte ai possibili disagi dell’esistenza, la quale ha bisogno di essere continuamente pensata e riprogettata per un tempo lunghissimo, l’intero arco della vita di un uomo. Già Gentile a suo tempo tentò di fare spazio all’educazione per tutta la vita, asserendo che questa non va intesa come un processo settoriale, e che non presenta un

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