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Monitoraggio multiparametrico remoto nei pazienti con BPCO: valutazione dell'impatto sulla qualità della vita e sulla soddisfazione del paziente

Informazioni tesi

  Autore: Giuseppe Giordano
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2011-12
  Università: Libera Università Campus Bio-medico di Roma
  Facoltà: Medicina e Chirurgia
  Corso: Infermieristica
  Relatore: Claudio Pedone
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 128

La Broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) è una malattia dell’apparato respiratorio caratterizzata da un’ostruzione irreversibile delle vie aeree, di entità variabile, a seconda della gravità. La malattia è solitamente progressiva ed è associata a uno stato di infiammazione cronica delle vie aeree la cui conseguenza a lungo termine è un vero e proprio rimodellamento dei bronchi, che provoca una riduzione consistente della capacità respiratoria.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la BPCO è la quarta causa di morte al mondo. Attualmente, i dati relativi all’Italia, si basano sulle Schede di Dimissione Ospedaliera (SDO) e fra i disturbi dell’apparato respiratorio, la BPCO è la patologia che presenta sia il maggior numero di casi, sia il maggior numero di giornate di degenza. Studi sempre più recenti hanno dato la dimostrazione che, l’esigenza di prevenire le acuzie respiratorie e l’importanza di ridurre le spese relative alla gestione delle riacutizzazioni e quindi alle ospedalizzazioni sempre più lunghe, sono i concetti fondamentali su cui elaborare nuove metodiche di assistenza tecnologicamente più avanzate, che possano dare risultati positivi in termini di miglioramento degli outcome clinici e, al contempo, di spesa sanitaria.
Come tutti sappiamo, l’esplosione informatica applicata nell’industria conduce a una automatizzazione crescente delle operazioni, e in termini di comunicazione c’è stata un evoluzione massimale al fine di trasmettere informazioni sempre più importanti, attraverso processori e reti internet, interconnessi tra loro e sempre più elaborati.
Quindi i numerosi medici di medicina generale e pneumologi, in Europa e nel mondo, hanno rivolto un’ attenzione particolare a questa patologia pensando di poter combinare la cronicità della stessa con la tecnologia.
Prima di far fronte a questo problema di assistenza dei malati di BPCO, questi ultimi venivano seguiti in visita di controllo ambulatoriale nei casi di peggioramento e trattati, nei casi più gravi, con l’ospedalizzazione. Questo tipo di gestione ha permesso di mettere in evidenza la difficoltà delle aziende ospedaliere di sostenere la spesa per la gestione e le cure a lungo termine di questi pazienti, oltrepassando quelli che sono i limiti temporali e quindi anche economici definiti dal D.R.G.
È proprio in quest’ottica che si rende necessaria la ricerca di strategie alternative che possano fare fronte sia alle esigenze di salute degli assistiti, che a quelle organizzative ed economiche delle Aziende Ospedaliere.
Nello specifico, in questo lavoro, si è preso in considerazione e sperimentato un sistema di monitoraggio a distanza, che ha permesso di supervisionare anche a domicilio le caratteristiche multiparametriche dei pazienti studiati.
L’obiettivo principale di questo lavoro è stato quello di evidenziare il grado di soddisfazione del paziente affetto da broncopneumopatia cronica ostruttiva, attraverso un progetto denominato “SWEET-AGE 1”.
Il progetto SWEET-AGE 1, nasce come studio dedicato a questa tipologia di pazienti per i quali si sperimenta un sistema di monitoraggio domiciliare multiparametrico, al fine di valutare e riconoscere precocemente una eventuale riacutizzazione della malattia.
L’operatività di questo progetto si è posta subito nella sfera applicativa del Piano Sanitario Nazionale futuro che, tra le grandi sfide assistenziali mondiali, prevede il contenimento dei problemi di assistenza socio-sanitaria connessi ai numerosi ricoveri e ai costi eccessivi che questa patologia trascina con sé, ed ha infine come obiettivo primario, la gestione delle riacutizzazioni di tale patologia che, se mal gestita, può comportare l’alterazione del fisiologico funzionamento del sistema cardiovascolare, nonché numerose altre comorbidità.

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1 INTRODUZIONE La Broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) è una malattia dell’apparato respiratorio caratterizzata da un’ostruzione irreversibile delle vie aeree, di entità variabile, a seconda della gravità. La malattia è solitamente progressiva ed è associata a uno stato di infiammazione cronica delle vie aeree la cui conseguenza a lungo termine è un vero e proprio rimodellamento dei bronchi, che provoca una riduzione consistente della capacità respiratoria. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la BPCO è la quarta causa di morte al mondo. Attualmente, i dati relativi all’Italia, si basano sulle Schede di Dimissione Ospedaliera (SDO) e fra i disturbi dell’apparato respiratorio, la BPCO è la patologia che presenta sia il maggior numero di casi, sia il maggior numero di giornate di degenza. Studi sempre più recenti hanno dato la dimostrazione che, l’esigenza di prevenire le acuzie respiratorie e l’importanza di ridurre le spese relative alla gestione delle riacutizzazioni e quindi alle ospedalizzazioni sempre più lunghe, sono i concetti fondamentali su cui elaborare nuove metodiche di assistenza tecnologicamente più avanzate, che possano dare risultati positivi in termini di miglioramento degli outcome clinici e, al contempo, di spesa sanitaria. Come tutti sappiamo, l’esplosione informatica applicata nell’industria conduce a una automatizzazione crescente delle operazioni, e in termini di comunicazione c’è stata un evoluzione massimale al fine di trasmettere informazioni sempre più importanti, attraverso processori e reti internet, interconnessi tra loro e sempre più elaborati. Quindi i numerosi medici di medicina generale e pneumologi, in Europa e nel mondo, hanno rivolto un’ attenzione particolare a questa patologia pensando di poter combinare la cronicità della stessa con la tecnologia. Prima di far fronte a questo problema di assistenza dei malati di BPCO, questi ultimi venivano seguiti in visita di controllo ambulatoriale nei casi di peggioramento e trattati, nei casi più gravi, con l’ospedalizzazione. Questo tipo di gestione ha 5

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