Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

La protezione internazionale delle donne dagli atti di tortura

La pratica della tortura è attualmente molto diffusa e fatica ad arrestarsi. Sebbene sia vietata dalla maggior parte dei trattati internazionali concernenti i diritti umani, molti governi praticano la tortura secondo diverse modalità e per distinte finalità. Il divieto di tortura rappresenta uno dei principi fondamentali della comunità internazionale poiché un atto di tortura comporta gravi sofferenze e dolori, nonché danni fisici e psicologici, che minano l'integrità della persona umana.

Mostra/Nascondi contenuto.
1 Introduzione Nell’ambito dei diritti umani i diritti delle donne assumono particolare rilievo. In considerazione della situazione di particolare svantaggio in cui si trovano, le donne hanno dovuto affrontare molteplici ostacoli per il riconoscimento dei propri diritti. Nonostante l’esistenza di numerosi strumenti internazionali le donne sono costantemente vittime di crimini, tra i quali la tortura. La pratica della tortura è attualmente molto diffusa e fatica ad arrestarsi. Sebbene sia vietata dalla maggior parte dei trattati internazionali concernenti i diritti umani, molti governi praticano la tortura secondo diverse modalità e per distinte finalità. Il divieto di tortura rappresenta uno dei principi fondamentali della comunità internazionale poiché un atto di tortura comporta gravi sofferenze e dolori, nonché danni fisici e psicologici, che minano l’integrità della persona umana. Quando le sofferenze o i dolori non sono tali da costituire un atto di tortura, tali atti rappresentano pene o maltrattamenti crudeli, inumani o degradanti pur sempre gravi e proibiti dal diritto internazionale. I contesti in cui le donne possono essere sottoposte a tortura sono molteplici, come gli istituti di detenzione o altri luoghi pubblici, i teatri di guerra. Lo Stato è responsabile qualora un suo funzionario o persona che agisca a titolo ufficiale commetta atti di tortura nei confronti delle donne. Inoltre, lo Stato deve evitare che tali atti siano commessi da attori non statali, adottando le misure necessarie per prevenire e punire simili atti. Il presente lavoro, articolato in quattro capitoli, intende analizzare la disciplina internazionale a protezione delle donne sottoposte a tortura. Nel primo capitolo saranno analizzate, in un’ottica evolutiva, le norme contenute nei diversi trattati che disciplinano il divieto di tortura. Particolare risalto sarà dato alla Convenzione contro la tortura ed altre

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Alessandro Toran Contatta »

Composta da 80 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 336 click dal 14/12/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.