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Amnistia Togliatti

L'epurazione nel 1946 mostrava tutta la sua portata che seppur insufficiente, portò a severissime condanne per molti esponenti fascisti e collaboratori nazi-fascisti. Nel 1945, liquidato il fascismo, le nuove forze politiche incominciarono a contendersi la leadership. Incominciò la campagna elettorale, che avrebbe portato gli italiani alle urne il 2 giugno 1946, dopo vent'anni di dittatura fascista.
I fascisti imprigionati e latitanti divennero ben presto molto importanti in chiave elettorale,potendo arrivare a fasce di elettori irraggiungibili per i partiti al governo. Gli ex fascisti non tardarono a capire di aver un asso nella manica con cui poter battere la propria situazione giuridica e responsabilità con contropartite elettorali favorevoli ai partiti, gli ex fascisti, insomma, miravano ad un atto di amnistia generale. L'allora ministro di Grazia e Giustizia, Palmiro Togliatti, cavalcò l'ipotesi avanzata dal nuovo Re Umberto di Savoia che richiese un atto di clemenza generale. Il ministro Togliatti mirava a che si emanasse un atto di amnistia generale prendersi tutto il merito. Estromesso dalle elezioni del 2 giugno il piano monarchico, Togliatti ebbe l'occasione di far approvare il 22 giugno 1946 l'amnistia che porta il suo nome, solo ed esclusivamente secondo quelle che erano i suoi intenti politici. Almeno inizialmente l'atto doveva avere una portata generale ma per reati non particolarmente gravi ed efferati. Sul piano giuridico l'Amnistia Togliatti dimostrò subito tutti i suoi limiti, connaturata da un'intrinseca ambiguità funzionale, l'amnistia fu capace nella sua fase attuativa di interpretazioni estensive da parte dei giudici che seppero quanto mai prima, trovare una complicità, forse anche involontaria, con i voleri del ministro guardasigilli Palmiro Togliatti. A fronte dell'applicazione estensiva dell'Amnistia nei confronti dei criminali fascisti, la magistratura proseguì ne perseguire con rigore i reati perpetrati dai partigiani. Disparità di trattamento. Due pesi due misure. Questo comportamento finì per esacerbare uno stato di tensione sociale di per se molto alto in quel periodo. Disparità di trattamento spesso venivano accompagnate da trattamenti di favori giudiziari a ex fascisti che si vedevano beneficiare del provvedimento d'amnistia anche non potendovi rientrare, ma che con motivazione al limite della ignominia per i crimini commessi, vanificavano il buon lavoro che in fase di epurazione le corti minori fecero. La magistratura si adoperò in seguito per accrescere la portata estensiva ed ambigua dell'Amnistia Togliatti, accrescendone ancor di più i limiti giuridici. L'Amnistia Togliatti fu un vero e proprio colpo di spugna verso i crimini fascisti.

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4 - Introduzione - Pochi giorni dopo la nascita della Repubblica, venne varata l'Amnistia Togliatti. Il provvedimento, che doveva pacificare il Paese, si tradusse nella liberazione di migliaia di fascisti, molti addirittura fecero parte del nuovo “partito fascista”, l ’ M S I , naturalmente, potendo anche far parte del parlamento; in netto contrasto, con quanto accadeva nel resto d’ E ur o pa, i n t e m a di t r at t am e n t o g i ud i zi a r i o c o n tro i collaboratori nazi-fascisti. Il processo di epurazione, n el l ’ I t a l i a p o s t -fascista, ha suscitato in questi ultimi settan t ’ anni, un vivace dibattito tra gli storici di diverso orientamento, che si sono posti le seguenti domande : 1) Q ual è s t at o , do p o l a cadut a del r egi m e , l ’ a t t eggi am e n t o dei par t i t i , dei v ar i gr uppi d’ i n t e r es s e , di magistratura e degli alleati, nei confronti di quanti, attivisti, fiancheggiatori, ideologi, industriali, profittatori, delatori e fiancheggiatori, avevano sostenuto, direttamente o indirettamente il regime fascista? 2) In particolare, q ua l e f u l ’ at t egg i a m ent o d el m ovi m e n t o par t i g i an o operante nel nord Italia? 3) Ma soprattutto, quale bilancio conclusivo si può trarre, quando nel 1948 t e r m i nò l ’ epur azi o n e?

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Antonio Marchionne Contatta »

Composta da 101 pagine.

 

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