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L'Unione Europea in crisi esistenziale? Come uscirne.

Il sessantesimo anniversario dei Trattati di Roma fornisce l’occasione ideale per una riflessione sullo stato di salute dell’Unione Europea.
Il processo di integrazione europea è iniziato il 25 marzo 1957 proprio con la firma dei Trattati di Roma, i quali presero vita durante la conferenza intergovernativa che si svolse a Messina nel giugno del 1955. Durante la conferenza, si era infatti stabilito di continuare il processo di integrazione messo in moto con la nascita della Comunità Europea del carbone e dell’acciaio (CECA) nel 1951, attraverso l’istituzione di due nuove comunità: la Comunità economica europea (CEE) e la Comunità Europea dell’energia atomica (EURATOM).
Da quel periodo molte cose sono cambiate: dalle relazioni internazionali erano ristrette nel rigidissimo sistema bipolare incentrato sul potere assoluto delle due superpotenze, Usa e Urss, alla stessa percezione del significato profondo dell’originario progetto di integrazione europea, inteso tanto come speranza di crescita e di sviluppo economico, quanto come progressivo impegno politico per la realizzazione di un’Unione Europea unita e fondata su libertà, pace, solidarietà, giustizia e diritti umani.
Sessant’anni hanno costituito un percorso complesso e a volte contraddittorio, intervallato da ostacoli e da momenti di crisi che hanno sicuramente cambiato il volto al progetto intrapreso negli anni Cinquanta. Oggi l’Unione Europea viene percepita dai suoi cittadini come distante ed utopica, e non come il motore di tanti successi.
Senza il mercato unico il boom economico del dopoguerra non sarebbe stato così forte, come anche il costante progresso del tenore di vita. Senza l’unità europea, altre guerre avrebbero potuto incendiare l’Europa dopo il crollo dell’impero sovietico, i cittadini europei non avrebbero uno dei sistemi di walfare più sviluppati al mondo e non avrebbero la possibilità di viaggiare e stabilirsi in ogni Stato membro con pari diritti dei residenti, sia in quanto cittadini che lavoratori. Senza l’Unione europea si dovrebbero ancora pagare i dazi doganali per lo scambio delle merci tra uno Stato e l’altro ma, soprattutto, non ci sarebbe stata una pace così duratura sul territorio europeo. L’Unione europea è questo e molto altro.
Quest’elaborato ha lo scopo di analizzare la storia e l’evoluzione del processo integrativo dell’Unione Europea, tanto attraverso i successi e le conquiste, quanto attraverso le crisi che si sono susseguite nel corso dei decenni. Una particolare attenzione è dedicata alla crisi dell’ultimo decennio che ha duramente colpito l’Unione. La questione ha di fatto assunto un’importanza più che mai centrale; le numerose crisi hanno avviato un acceso dibattito sul futuro dell’UE, dibattito che ha interessato in primo luogo la Commissione europea, che ha tentato di dare una risposta istituzionale attraverso la pubblicazione del Libro bianco sul Futuro dell’UE il 1° marzo 2017.
Ulteriori considerazioni sul futuro del progetto europeo sono state presentate anche da politologi ed esperti; quest’elaborato prende in particolare considerazione la letteratura sul federalismo e il ritorno al progetto di un’Unione federale.
Se l’UE vorrà risorgere come attore coeso ed influente sia internamente che sulla scena internazionale, dovrà necessariamente far fronte alle crisi in atto. Le odierne fratture intra ed extra-europee potrebbero rappresentare un colpo mortale per l’Unione, oppure, se abilmente risolte, rivelarsi un fattore di crescente coesione tra i suoi paesi membri.

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3 Introduzione Il sessantesimo anniversario dei Trattati di Roma fornisce l’occasione ideale per una riflessione sullo stato di salute dell’Unione Europea. Il processo di integrazione europea è iniziato il 25 marzo 1957 proprio con la firma dei Trattati di Roma, i quali presero vita durante la conferenza intergovernativa che si svolse a Messina nel giugno del 1955. Durante la conferenza, si era infatti stabilito di continuare il processo di integrazione messo in moto con la nascita della Comunità Europea del carbone e dell’acciaio (CECA) nel 1951, attraverso l’istituzione di due nuove comunità: la Comunità economica europea (CEE) e la Comunità Europea dell’energia atomica (EURATOM). Da quel periodo molte cose sono cambiate: dalle relazioni internazionali erano ristrette nel rigidissimo sistema bipolare incentrato sul potere assoluto delle due superpotenze, Usa e Urss, alla stessa percezione del significato profondo dell’originario progetto di integrazione europea, inteso tanto come speranza di crescita e di sviluppo economico, quanto come progressivo impegno politico per la realizzazione di un’Unione Europea unita e fondata su libertà, pace, solidarietà, giustizia e diritti umani. Sessant’anni hanno costituito un percorso complesso e a volte contraddittorio, intervallato da ostacoli e da momenti di crisi che hanno sicuramente cambiato il volto al progetto intrapreso negli anni Cinquanta.

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Miriana Savoca Contatta »

Composta da 72 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2676 click dal 19/12/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.