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Strumenti e tecniche per il risparmio energetico nell'edilizia civile

La tesi ha l'intento di esplorare il mondo del risparmio energetico nell'edilizia civile. Ciò è trattato dal punto di vista delle tecniche e strumentazioni da adottare, in termini di modalità di intervento utili affinchè le strumentazioni di riscaldamento e raffrescamento a disposizione possano divenire energeticamente vantaggiose e di come lo Stato Italiano incentiva il risparmio energetico.

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4 È sotto gli occhi di tutti che l’uomo per le proprie attività utilizzi prevalentemente come fonti energetiche i combustibili fossili. La principale conseguenza che ne è derivata è l’emissione in atmosfera di gas ad effetto serra, di cui possiamo ravvisare nell’anidride carbonica il maggiore responsabile. Considerando che lo sfruttamento di queste fonti ha comportato numerosi problemi di tipo economico, ambientale e logistico che attendono rapide soluzioni, ne è conseguita l’ovvia necessità di avviare politiche ed azioni volte a ridurre l’effetto serra, migliorare il rendimento nell’utilizzo delle fonti, promuovere il risparmio energetico e l’adozione di altre varianti, ovvero le rinnovabili. È stato necessario però aspettare il marzo 2007 affinché il Consiglio europeo lanciasse una strategia comune sulle fonti di energia rinnovabili, sull’efficienza energetica e l’emissione di gas serra che ambiva ad una modifica sostanziale del sistema energetico continentale. Nasceva così la proposta europea del pacchetto clima energia, meglio noto come “Pacchetto 20-20-20”, il quale aveva l’obiettivo di rendere il sistema energetico del continente più sicuro, più indipendente, più efficiente e più sostenibile. Due sono state le principali reazioni conseguite, entrambe di tipo ideologico: da una parte era possibile constatare un “entusiasmo ambientalista” che mirava a coinvolgere i governi nazionali dei Paesi europei che fino ad allora non avevano né attuato politiche climatiche incisive, né si erano spesi per una soluzione globale; dall’altro, invece, si è avuto un “pessimismo industrialista”, che vedeva in questi provvedimenti solo vincoli e nuovi costi da sostenere a carico di consumatori e imprenditori. È mancata una valutazione più oggettiva dei meriti e delle incongruenze del Pacchetto, capace di verificare e dimostrare i suoi effetti sia nel medio che nel lungo termine e che si interrogasse sulla coerenza di tutti i traguardi prefissati.

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Natascia Marra Contatta »

Composta da 49 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.