Rai, dal regio decreto alla rivoluzione del sistema televisivo

Rai, dal regio decreto alla rivoluzione del sistema televisivo

La Rai, oggi Radio televisione italiana, fin dal regio decreto del 1923, si occupa del servizio pubblico televisivo italiano. Tramite la concessione dello stato gli viene attribuita la possibilità di esercitare l'attività radiotelevisiva.

Nella tesi, percorreremo la storia dell’azienda che è passata dal monopolio alla concorrenza, con l’avvento delle televisioni commerciali, cercheremo di capire come è strutturata e quali sono gli obblighi a cui è chiamata, per rispettare la concessione.

Quella della Rai, è una storia lunga e complessa che alle porte del 2016, anno di rinnovo della concessione, si ritrova ancora alcuni vincoli che non ne permettono il pieno sviluppo.
Prima di analizzare com’è strutturata l’offerta del servizio pubblico, spazieremo per l’Europa per capire come gli altri paesi si muovono in questo ambito.
Troviamo situazioni sicuramente diverse rispetto l’Italia; paesi che non fanno pagare il canone, altri che dedicano il canone ad un unico canale totalmente senza pubblicità. Oltre l’Europa, daremo uno sguardo anche oltre Oceano per analizzare la situazione americana, dove tutte le emittenti sono considerate commerciali, e non è presente il servizio pubblico.

Siamo in un momento di grandi cambiamenti, politici, tecnologici dei modi di fruizione ecc. e si sente sempre più il bisogno di una naturale trasformazione della concessione. Inoltre la Rai deve sostenere il peso dell’evasione fiscale, sul mancato pagamento del canone, non considerata “tassa” da molti italiani.

Nell’ultimo periodo è iniziata una riflessione pubblica dentro e fuori le porte del Parlamento su come poter riformare il servizio. Nel corso della sua vita industriale, la Rai è sempre stata legata a doppio filo con la politica, cosi come le altre emittenti pubbliche europee. In Italia, inoltre, ci sono stati dei tentativi di riforma, poi falliti. Particolare è anche il caso di quando il proprietario di una delle più grandi emittenti commerciali italiani, è stato contemporaneamente Capo Governo, ponendosi in forte contrasto con il servizio pubblico.

A seguito delle varie analisi, storiche e politiche, affronteremo il futuro tramite proposte specifiche che metteremo a paragone per verificarne l’efficacia, cosi da arrivare a proporre una nuova Rai, un nuovo servizio pubblico affrontando sia l’aspetto dall’offerta televisiva che del pagamento del canone.

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1 INTRODUZIONE La Rai, oggi Radio televisione italiana, fin dal regio decreto del 1923 che la istituì, si occupa del servizio pubblico televisivo italiano. In questa definizione, dentro le parole “servizio pubblico”, il lettore potrà riscontrare, nel prosieguo dei capitoli, l’enorme contributo che l’azienda di stato ha saputo dare al Paese, alla formazione pedagogica, civica e sociologica della popolazione, nonché alla stretto rapporto intessuto negli anni della prima e seconda repubblica con i partiti politici. Paradigma del tutto, la concessione statale che gli viene attribuita ininterrottamente dall’inizio, grazie alla quale l’azienda ha avuto e tutt’oggi continua ad avere la possibilità di esercitare l'attività radiotelevisiva in esclusiva su tutto il territorio nazionale. Lo scopo di questo elaborato sarà quello di fornire una visione completa del panorama italiano e internazionale sui servizi pubblici, analizzando via via gli aspetti che hanno portato al successo le riforme adottate negli altri paesi europei con una puntuale comparazione del sistema regolatorio e legislativo del nostro paese, con la presunzione di voler dimostrare come tali innovazioni sono applicabili anche in Italia. Nella tesi, ripercorrerò la storia dell’azienda dalla nascita, analizzando i passaggi chiave che hanno condotto una vera e propria industria del sapere, dal monopolio alla concorrenza, realizzatasi negli anni ’80 del secolo scorso con l’avvento delle televisioni commerciali. Verrà inoltre analizzata la particolare struttura societaria, che vede lo stato come azionista di maggioranza; è il Ministero dell’Economia e delle Finanze che detiene il 99,56% del pacchetto azionario. Sull’ultimo aspetto mi soffermo nel secondo capitolo e analizzo altresì, gli obblighi a cui la società così organizzata è chiamata ad osservare nel rispetto della concessione affidatagli, approfondendo i risultati dell’ultimo bilancio per avere un quadro complessivo, anche sotto il profilo economico-contabile. Questo è uno degli aspetti più importanti in quanto l’azienda, di per sé, non è libera di gestire il proprio business in totale autonomia. Quella della Rai è una storia lunga e complessa che, alle porte del 2016, anno in cui si rinnoverà la concessione, si ritrova ancora alcuni paletti che ne impediscono il pieno sviluppo. Già, perché la Rai ha insito nel suo stesso DNA una funzione sociale per il sistema-Paese. Prima di procedere all’analisi sulla struttura complessiva aziendale, esamino la composizione dell’offerta del

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Catena Maria Luisa Iannì Contatta »

Composta da 103 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.