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Depressione post partum materna e paterna : esiti sullo sviluppo emotivo-adattivo del bambino.

Informazioni tesi

  Autore: Antonio Alberti
  Tipo: Diploma di Laurea
  Anno: 2016-17
  Università: Università Telematica Internazionale Uninettuno
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Luca Cerniglia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 96

Il bambino è un essere geneticamente programmato all’interazione sociale: svariate ricerche nell’ambito dell’Infant Research, hanno dimostrato che già dopo poche ore dalla nascita è in grado di discriminare la voce il volto e gli odori della madre. Trevarthen evidenziò nel primo anno di vita del bambino la nascita di due forme di intersoggettività: primaria e secondaria. Soprattutto nel primo periodo di vita del lattante, risultano importanti le modalità di interazione diadica che la madre riuscirà ad adottare con lui in quanto la sua condotta si rifletterà sulla regolazione degli stati emotivi e di arousal del bambino, influenzandone l’adozione di strategie di regolazione affettiva e la conseguente costruzione di MOI e modelli di attaccamento. Madri con MPD non riuscirebbero a svolgere adeguatamente questo compito, favorendo l’instaurarsi nel piccolo di modelli di attaccamento disfunzionali. Fra le cause di insorgenza della MPD, annoveriamo fattori di natura biologica, sociale, psicologici, ostetrico-ginecologici. Fra quelli di natura sociale, è stato evidenziato come un padre con sintomatologia depressiva nel puerperio può favorire l’insorgenza della MPD nella partner. La MPD può avere gravi effetti sul bambino, ostacolandone il corretto sviluppo cognitivo, emotivo ed anche fisico. La sindrome alessitimica è una conseguenza dell’interazione disfunzionale fra bambino e madre con MPD in quanto può essere considerata a tutti gli effetti come una patologia in stretto rapporto con la disregolazione affettiva. L’alessitimia è una patologia osservabile in pazienti con disturbi psicosomatici e nei soggetti con DCA. In essi le emozioni e gli impulsi divenuti intollerabili sarebbero dirottati ed indirizzati su di sé, con conseguente sensazione di disgusto o insoddisfazione del proprio corpo.

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3 1 Introduzione La gravidanza ed il post partum rappresentano periodi di grande vulnerabilità per i neogenitori che affrontano una profonda e importante transizione psicosociale. Soprattutto nella donna possono insorgere disturbi dell’umore in grado di sfociare in vere e proprie patologie depressive e nei casi più gravi, anche in sindromi psicotiche. L’incidenza della depressione perinatale nella popolazione è abbastanza importante, nell’ordine del 10-15%, anche se questo dato non deve essere considerato come assoluto in quanto è in stretta relazione con l’ambiente sociale e culturale di appartenenza delle neo-madri. Sebbene la depressione perinatale fino a poco tempo fa sia stata considerata come una patologia che investiva esclusivamente la madre, recenti filoni di ricerca hanno permesso di individuare come anche nei padri nel periodo perinatale possano maturare sintomatologie proprie della depressione maggiore, con una percentuale che nella popolazione si aggira attorno al 10%. L’insorgenza della depressione perinatale nel padre è un aspetto da non sottovalutare, poiché il periodo della gravidanza prima e del post parto poi, è forse quello in cui la donna necessita in misura maggiore delle cure ed attenzioni del partner. Secondo le teorie sistemiche, gli stati psicologici dei partner si influenzerebbero a vicenda; da questo assunto si può dedurre che la depressione post partum nella madre oltre che influenzare il partner, influenza negativamente la qualità della relazione con il figlio, con conseguenze che in età evolutiva possono sfociare in comportamenti devianti sia di tipo internalizzante che esternalizzante con gravi difficoltà di tipo relazionale. L’esplosione della moltitudine di studi nell’ambito dell’Infant Research, ha dimostrato come il neonato già a poche ore dalla nascita, riesca a discriminare il tono della voce e il profumo della madre, ed a pochi giorni di vita la forma del volto umano, dimostrando di essere in possesso di una precoce intelligenza sociale e geneticamente predisposto all’interazione con i propri simili. Il bambino infatti fin dal primo mese di vita, è sensibile alle azioni ed agli stati affettivi che la madre mette in atto in risposta ai segnali permeati affettivamente che lui le invia. Con la progressiva maturazione delle strutture del SNC e delle annesse funzioni cognitive, il lattante sviluppa tecniche di comunicazione sempre più raffinate, che gli consentono di creare con l’adulto un

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Parole chiave

disturbi del comportamento alimentare
intersoggettività
psicosomatica
alessitimia
legami di attaccamento
disregolazione affettiva
depressione post partum materna
depressione post partum paterna

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