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Hikikomori: correlati psicologici e sociali

Informazioni tesi

  Autore: Gaia Cutino
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2015-16
  Università: Università degli Studi di Palermo
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Maurizio Cardarci
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 22

Il lavoro rappresenta un excursus delle più moderne ricerche in ambito psichiatrico, psicologico, sociale, antropologico riguardo il fenomeno. Vengono riportate casistiche, statistiche, modelli di intervento e anche gli ultimi risultati raggiunti in altri paesi, compresa L'Italia dove il fenomeno è presente.

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2 INTRODUZIONE Il presente lavoro mira a proporsi come un'analisi esplorativa e discorsiva della pratica hikikomori. Il caso riguarda quei giovani che scelgono volontariamente di chiudere il mondo esterno al di fuori della loro camera da letto, vivendo in uno stato di totale e prolungato isolamento. Per quanto questa condizione possa apparire come qualcosa di assai raro e circoscritto, essa rappresenta, invece, una realtà drammaticamente diffusa all'interno della società nella quale essa trova le sue origini: il Giappone. Teo (2009) afferma che il fenomeno si può paragonare ad una vera e propria epidemia in quanto gli hikikomori attualmente riconosciuti sul territorio nipponico ammonterebbero a circa 2 milioni, con una percentuale equivalente all'1% della popolazione, valore simile all'incidenza della schizofrenia. I ragazzi giapponesi che ogni anno abbandonano la scuola sono circa 127.000 e di questi si stima che circa il 10% di loro sia destinato ad un futuro da hikikomori (Saitō, 2008). Aguglia, Signorelli, Pollicino, Arcidiacono e Petralia (2010) ritengono che queste drammatiche cifre possano però risentire nel bene e nel male sia della profonda riluttanza da parte dei famigliari nel farsi aiutare dalle istituzioni, sia da un’ancora acerba conoscenza che si ha del fenomeno. Gli autori, scelgono di ritenere più plausibili le cifre, sicuramente più modeste, provenienti dall'indagine condotta da Furlong (2008) presso l'ateneo di Okinawa, il quale riporta 410.000 casi certi. Oggi la ricerca scientifica si muove all'interno e all'esterno della cultura nipponica, rintracciando finora spiegazioni di carattere sia culturale che sociale; non mancano, però, indagini di natura psichiatrica, volte a svelare i fattori di rischio e i correlati psicopatologici della condizione hikikomori. Solo di recente, tuttavia, l'interesse per questa forma di sofferenza ha oltrepassato i confini del Paese del Sol Levante, trovando il supporto di rari e timidi contributi che provengono da nazioni asiatiche e occidentali. La speranza è quella di riuscire a determinare criteri diagnostici univoci e chiari, tuttavia, nonostante gli sforzi della ricerca oltre oceano, lo studio di questo delicato quanto ancora sconosciuto fenomeno, come vedremo, non è stato ancora in grado di tracciare un quadro complessivo che abbracci interamente la multi sfaccettata realtà hikikomori. Le risposte circa l'origine del fenomeno che arrivano dalle discipline mediche, psicologiche e antropologiche sono assai discordanti, così come lo sono anche i pareri circa le strategie di trattamento. Il disagio interiore manifestato dalla protesta silenziosa dei corpi chiusi per anni all'interno di una stanza da letto, sembra essere, quindi, un tema alquanto delicato e multidimensionale a cui il sapere scientifico deve necessariamente fornire delle risposte e delle soluzioni definitive. Questo studio cercherà di far luce sull'identità degli hikikomori, provando ad esplicare i numerosi fattori che sembrano concorrere all'insorgenza del fenomeno, attraversando gli ambiti dell'investigazione psicologico - clinica e psichiatrica sia giapponese che estera circa quei disturbi psicopatologici

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Parole chiave

giappone
adolescenza
addiction
isolamento
otaku
hikikomori
fobia sociale
neet
dipendenza internet
manga anime

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