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Lo spazio geopolitico turco e il crollo dell’Urss. La politica regionale della Turchia nella Transcaucasia e nell’Asia centrale.

La dissoluzione dell’Unione Sovietica ha costituito, indubbiamente, uno degli eventi geopolitici più importanti del secolo che si è appena chiuso, un evento comparabile solo al crollo dell’impero asburgico e di quello ottomano. Dall’immensa regione compresa tra il Caucaso meridionale e l’Asia centrale, sottoposta per circa centoventi anni al dominio prima etnicoimperiale poi etnico-ideologico di Mosca, emersero, nel dicembre 1991, sullo scenario internazionale cinque nuovi Stati indipendenti appartenenti al ceppo turchesco: Azerbaigian, Kazakistan, Kirghizistan, Turkmenistan e Uzbekistan. Così, la Turchia, che già temeva di vedere dissolta la sua importanza strategica che per circa quarantacinque anni aveva garantito una vera propria rendita geopolitica derivante dall’appartenenza al blocco occidentale, s’era ritrovata, improvvisamente, al centro di grandi sviluppi, con la possibilità di qualificarsi come potenza regionale. Spronata dalla retorica dei suoi partner occidentali, in particolare degli Usa, e dagli appelli lanciati dai riscoperti “turchi dell’esterno”, la Turchia si precipitò verso Est ergendosi contemporaneamente come modello di sviluppo ideale per le neo Repubbliche turchesche, nonché come portavoce della necessità di costituire “una comunità di Stati turcheschi dall’Adriatico alla muraglia cinese”. In questa prospettiva, la sbandierata omogeneità linguistica, culturale e religiosa del “mondo turco” era utilizzata, con spregiudicatezza, da Ankara per legittimare e sostenere la sua ambiziosa politica regionale e raggiungere il duplice obiettivo di plasmare un modello istituzionale di cooperazione riconducibile al disegno di “Commonwealth turchesco” e di diventare un vero e proprio ponte politico ed economico tra l’Occidente e il nuovo mondo asiatico sorto dal crollo dell’Urss.

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1 INTRODUZIONE La dissoluzione dell’Unione Sovietica ha costituito, indubbiamente, uno degli eventi geopolitici più importanti del secolo che si è appena chiuso, un evento comparabile solo al crollo dell’impero asburgico e di quello ottomano. Dall’immensa regione compresa tra il Caucaso meridionale e l’Asia centrale, sottoposta per circa centoventi anni al dominio prima etnico- imperiale poi etnico-ideologico di Mosca, emersero, nel dicembre 1991, sullo scenario internazionale cinque nuovi Stati indipendenti appartenenti al ceppo turchesco: Azerbaigian, Kazakistan, Kirghizistan, Turkmenistan e Uzbekistan. Così, la Turchia, che già temeva di vedere dissolta la sua importanza strategica che per circa quarantacinque anni aveva garantito una vera propria rendita geopolitica derivante dall’appartenenza al blocco occidentale, s’era ritrovata, improvvisamente, al centro di grandi sviluppi, con la possibilità di qualificarsi come potenza regionale. Spronata dalla retorica dei suoi partner occidentali, in particolare degli Usa, e dagli appelli lanciati dai riscoperti “turchi dell’esterno” (diş türkler), la Turchia si precipitò verso Est ergendosi contemporaneamente come modello di sviluppo ideale per le neo Repubbliche turchesche, nonché come portavoce della necessità di costituire “una comunità di Stati turcheschi dall’Adriatico alla muraglia cinese”. In questa prospettiva, la sbandierata omogeneità linguistica, culturale e religiosa del “mondo turco” era utilizzata, con spregiudicatezza, da Ankara per legittimare e sostenere la sua ambiziosa politica regionale e raggiungere il duplice obiettivo di plasmare un modello istituzionale di cooperazione riconducibile al disegno di “Commonwealth turchesco” e di diventare un vero e proprio ponte politico ed economico tra l’Occidente e il nuovo mondo asiatico sorto dal crollo dell’Urss. Due anni dopo il sollecito riconoscimento dell’indipendenza delle “Repubbliche sorelle” da parte della Turchia, il sogno turco di strutturare un’unione turchesca si era in larga misura dileguato, così come era venuta

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Wolfango Piccoli Contatta »

Composta da 229 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3074 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 3 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.