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Le fake news nelle pagine facebook italiane

Informazioni tesi

  Autore: Stefano Procopio
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2016-17
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Comunicazione d'impresa
  Relatore: Sergio Splendore
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 113

La possibilità di accedere senza mediazioni ad ogni tipo di contenuto è una delle caratteristiche principali che ha trasformato il nostro tempo nel campo dell’informazione. Internet ha profondamente modificato il modo in cui quest’ultime vengono prodotte e ricevute. Se prima le informazioni erano veicolate in maniera quasi esclusiva dai professionisti del settore, oggi chiunque può diventare allo stesso tempo consumatore e produttore di esse. Sicuramente questa situazione possiede dei risvolti positivi: abbattendo le barriere geografiche e temporali ci permette di essere sempre aggiornati su tutto in pochi secondi. Nel nostro quotidiano, sia in maniera volontaria che involontaria, assorbiamo tramite i social networks migliaia di informazioni che alcune volte possono rappresentare dei casi di cattiva informazione. D’altra parte, nel web si nascondono molte insidie: una tra queste è quella delle fake news.

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3 INTRODUZIONE La possibilità di accedere senza mediazioni ad ogni tipo di contenuto è una delle caratteristiche principali che ha trasformato il nostro tempo nel campo dell’informazione. Internet ha profondamente modificato il modo in cui quest’ultime vengono prodotte e ricevute. Se prima le informazioni erano veicolate in maniera quasi esclusiva dai professionisti del settore, oggi chiunque può diventare allo stesso tempo consumatore e produttore di esse. Sicuramente questa situazione possiede dei risvolti positivi: abbattendo le barriere geografiche e temporali ci permette di essere sempre aggiornati su tutto in pochi secondi. Nel nostro quotidiano, sia in maniera volontaria che involontaria, assorbiamo tramite i social networks migliaia di informazioni che alcune volte possono rappresentare dei casi di cattiva informazione. D’altra parte, nel web si nascondono molte insidie: una tra queste è quella delle fake news. Sempre più spesso si sente parlare di questo termine e del fatto che viviamo nell’epoca della post-verità. La vittoria di Donald Trump nelle elezioni presidenziali americane del novembre 2016, il referendum sulla permanenza del Regno Unito nell’Unione Europea (anche noto come referendum sulla «Brexit»), il «caso vaccini» in Italia in seguito alla promulgazione della legge n.119 del 31 luglio 2017 che ha reso obbligatorie le vaccinazioni nei confronti di malattie a rischio epidemico hanno subito un ruolo preponderante da parte dell’informazione. Più specificatamente nel caso dell’elezione a presidente degli Stati Uniti di Donald Trump hanno destato grande scalpore i siti e le pagine facebook pro-Trump gestite da dei ragazzini macedoni con il solo scopo di pubblicare notizie false e gonfiate per guadagnare con i clic. Questo è ovviamente un caso limite, ma dimostra come oggi la comunicazione sia ormai guidata da logiche commerciali e sia orientata a soddisfare i bisogni più viscerali dell’audience. C’è una giusta e doverosa premessa da porre prima di doversi cimentare nell’analisi: le fake news, o le bufale com’erano conosciute prima, non sono un prodotto esclusivo derivato dall’esplosione di internet ma un problema già esistente su altri media. Sicuramente però internet, nella sua pervasività e onnipresenza all’interno delle nostre vite, ha contribuito a rendere questo fenomeno più diffuso e soprattutto più redditizio. È in questo contesto che il termine «fake news» ha trovato terreno fertile nel quale attecchire.

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